Francia, due arresti a Marsiglia per “attacco terroristico imminente”. Il procuratore Molins: “Legami con reti jihadiste in Belgio”

Francia, due arresti a Marsiglia – Clément Baur, 23 anni, Mahiedine Merabet, 29, francesi, avevano affittato un appartamento nel terzo arrondissement. All’interno ritrovati tre chili di esplosivo Tatp, armi, una bandiera dell’Isis e un corano. Il loro obiettivo non ancora determinato dagli inquirenti. Forse il candidato gollista alle presidenziali, Francois Fillon, ritratto in un fotomontaggio in possesso degli arrestati.

IL CAMMINO della Francia verso il voto per le elezioni presidenziali è gravato di un peso ben più opprimente dei disordini che hanno caratterizzato un comizio della leader della destra Marine Le Pen. Il peso di una minaccia chiamata terrorismo, sospeso sul capo del Paese dai giorni della strage alla sede di Charlie Hebdo del 7 gennaio 2015 e della successiva catena di attentati che insanguinò la notte del 13 novembre dello stesso anno. Ma adesso quella minaccia è certificata come “altissima” dai servizi francesi, dopo l’arresto a Marsiglia di due persone “pronte ad entrare in azione”. Quando al primo turno delle presidenziali mancano solo cinque giorni.
Francia, due arresti a Marsiglia
I due presunti terroristi sono di nazionalità francese ma non marsigliesi: Clément Baur, 23enne è originario di Croix, nel Nord del Paese, Mahiedine Merabet, 29 anni, veniva da Ermont, dipartimento della Val-d’Oise, nella regione dell’Île-de-France. Clément e Mahiedine sono stati arrestati nel terzo arrondissement di Marsiglia perché “sospettati di un passaggio all’azione imminente”. Nel loro passato reati non legati al terrorismo che li hanno portati in carcere, nell’istituto di Sequedin, nord della Francia, dove sarebbe avvenuto un avvicinamento all’islam radicale per il quale erano già noti ai servizi. Sulla base delle informazioni in possesso dell’intelligence, Clément e Mahiedine erano ricercati per “associazione terroristica” e considerati “pericolosi” e “in grado di usare una falsa identità”.

A Marsiglia i due avevano affittato un appartamento. Per portare a termine la sua ispezione, l’intero edificio è stato evacuato. In serata, il procuratore della Repubblica di Parigi Francois Molins conferma: “Sventata un’azione violenta imminente sul territorio francese, di cui non si è ancora riusciti a determinare con precisione giorno, luogo e obiettivo”. Nell’appartamento nel terzo arrondissement di Marsiglia, precisa ancora Molins in conferenza stampa, sono stati trovati tre chili di esplosivo Tatp, una granata artigianale, armi da fuoco, sacchi di munizioni, “una bandiera nera dell’Isis”, un Corano, versetti “inneggianti alla vendetta”, foto “di bambini sotto i bombardamenti”, una maschera tipo ‘Anonymus’ e una telecamera Go Pro. Secondo Molins, i due arrestati hanno “legami con le reti jihadiste in Belgio”. Secondo Le Parisien, i due avevano diffuso online il video del loro giuramento di fedeltà allo Stato Islamico, triste e ormai consuetudinaria premessa all’entrata in azione. Il procuratore Molins chiarisce anche questo punto: Mahiedine Merabet stava “cercando di entrare in contatto con l’Isis per trasmettere “un video con un giuramento o una rivendicazione”, mentre l’altro arrestato, Clément Baur, era “in contatto con esponenti della comunità cecena di Nizza”..

Le Figaro riporta una fonte, interna allo staff di un candidato, che attribuisce ai servizi segreti britannici “l’informativa iniziale sulle intenzioni dei due individui già noti ai servizi di intelligence”. Gli arresti sarebbero in realtà il risultato di due diverse inchieste. La prima, aperta dai servizi interni dopo un’informativa del 5 aprile secondo la quale il “radicalizzato” Mahiedine Merabet, che si era visto perquisire casa già nel dicembre del 2016 e poi scomparso nel nulla, sarebbe stato prossimo a passare all’azione. Cinque giorni dopo, il 10 aprile, l’inizio della seconda inchiesta preliminare sulle intenzioni di Clément Baur, che i servizi consideravano “candidato al jihad” e solito presentarsi sui social con un nome che avrebbe dovuto lasciar trasparire un’origine cecena. Finché il 12 aprile, dall’intercettazione di una foto di armi, le due indagini finiscono con l’incrociarsi con la scoperta che i due sono collegati, facendo risalire poi il loro primo contatto ai tempi della prigione.

Francia, due arresti a Marsiglia
Così, mentre il presidente Francois Hollande loda la sua intelligence per una “cattura rimarchevole”, a solo cinque giorni dal voto per il primo turno delle elezioni presidenziali il tema della sicurezza torna prepotentemente in primo piano, oscurando anche l’accendersi dei toni nel dibattito tra i pretendenti all’Eliseo. Che erano stati preallertati del pericolo tra giovedì e venerdì scorso, con foto di sospetti distribuite dalle forze dell’ordine ai servizi che curano la sicurezza dei candidati, come trapela dagli entourage del conservatore François Fillon, del centrista indipendente Emmanuel Macron e della stessa Le Pen.

Francois Fillon, in particolare, potrebbe essere stato l’obiettivo dell’imminente attacco terroristico. Secondo fonti investigative, il candidato gollista compare in un lugubre fotomontaggio di cui disponeva uno degli arrestati: Fillon sulla prima pagina del quotidiano Le Monde del 16 marzo, sovrastato dalla bandiera nera del jihad divenuta ormai vessillo dell’Isis e da un mitragliatore, assieme a una scritta di richiamo alla legge del taglione, “occhio per occhio…”.

Inoltre, aggiunge questa volta Le Parisien, nel video del giuramento di fedeltà all’Isis di Clément e Mahiedine sarebbe visibile un’altra prima pagina corredata della foto di un candidato all’Eliseo. Sulla base delle informazioni in suo possesso, Le Parisien ritiene che si tratti del quotidiano La Provence del 12 aprile, che il candidato sia sempre Fillon e che quella foto gli fosse stata scattata durante un comizio al parco Chanot di Marsiglia. La scorta di Fillon è stata rafforzata e i servizi, riferiscono i media francesi, avrennero anche chiesto a Fillon di indossare in pubblico un giubbotto antiproiettile, misura che il candidato dei Republicains ha respinto. Mentre dallo staff di Marine Le Pen si sottolinea come non “possa trattarsi di un caso che i due siano stati arrestati a Marsiglia il giorno precedente l’arrivo in città” della candidata del Front National “per un raduno elettorale”.

FRANCIA: SPECIALE PRESIDENZIALI

Il ministro dell’Interno francese, Matthias Fekl, dichiara che la sicurezza è stata rafforzata in tutta la Francia per garantire tanto i candidati quanto lo svolgimento del voto. “Facciamo tutto il possibile”, assicura Fekl, sottolineando la mobilitazione su tutto il territorio nazionale di 50mila tra poliziotti e gendarmi per il presidio dei 67mila seggi, in appoggio alla Opération Sentinelle, scattata per decisione del presidente Francois Hollande dal gennaio 2015, dopo Charlie Hebdo, e mai conclusa, con oltre 10mila militari e circa 5mila agenti di polizia a far da sentinella in una Francia in costante stato d’emergenza contro il terrorismo.

“Il rischio terrorismo è più elevato che mai”, ammette ancora Fekl nella dichiarazione solenne rilasciata da Place Beauvau, sede del ministero dell’Interno a Parigi, confermando le perquisizioni in corso a Marsiglia e parlando di “prove di un attacco certo e imminente, alla vigilia del voto” rinvenute sul posto. “Faremo di tutto per garantire la sicurezza di questo evento cruciale per la nostra democrazia e la nostra Repubblica. Per garantire la sicurezza dei candidati, dei loro uffici, dei raduni elettorali e dei comizi”.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *