Damasco agli Usa: non attaccate Saddam
Le ragioni della Siria
Assad in visita in Italia vedrà anche il Papa


  Siria
 

Il presidente siriano Bashar El Assad si prepara alla sua prima visita ufficiale in Italia e in un'intervista al Corriere della Sera mette in guardia gli Usa da un eventuale attacco all'Iraq. Il giovane uomo di Stato nel corso del viaggio italiano incontrerà anche Giovanni Paolo II. Il Papa ricambierà così l'accoglienza che il presidente siriano gli fece l'anno scorso in occasione del viaggio a Damasco.

Come è cambiata la politica estera siriana da Assad padre ad Assad figlio. La storia del Paese mediorientale che più si è scontrato con Israele.

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Gli ultimi sviluppi

Assad jr: "America, non colpire Saddam"
Energica presa di posizione del presidente siriano Bashar El Assad in un'intervista al Corriere della Sera. Assad giudica gravissimo un eventuale attacco di Bush a Saddam Hussein: "Sarebbe un atto contro la giustizia e i diritti umani. Tutti Paesi arabi e musulmani, senza eccezioni, sono contrari". Nel 1990 Damasco fece parte dell'alleanza che combatté Saddam per la liberazione del Kuwait. "Ma ora - avverte Assad - la situazione è assai diversa e colpire l'Iraq scatenerebbe l'odio degli arabi". Secondo Assad il problema alla base della lotta al terrorismo non è scoprire se Osama Bin Laden sia vivo o morto: "Il problema è che Bin Laden per molti è diventato un simbolo, anche per chi delle sue idee non condivide nulla". Il presidente siriano sostiene inoltre che "condannare i kamikaze è sterile: bisogna capire cosa c'è alla base della loro frustrazione". Dure accuse al premier israeliano Ariel Sharon: "Pensa ad uccidere Arafat, non alla pace". Accorata la difesa del sostegno agli Hezbollah del Libano: "Il confine tra terrorismo e lotta di liberazione è il diritto dei popoli".

18 ottobre 2001: i sospetti sulla Siria
Sembra che Abu Saleh Es Sayed, l'egiziano reclutatore di Al Qaeda a Milano, imprigionato tempo fa in Siria assieme a una quindicina di complici, raccontò le attività dei terroristi. Il governo siriano, all'oscuro dell'esistenza della rete, si mostrò subito favorevole alle iniziative del gruppo. Secondo il racconto dell'egiziano il governo siriano rilasciò immediatamente i prigionieri. E addirittura favorì i contatti di questi con altri gruppi (Hamas e Al Jihad). Resta il fatto che dopo l'11 settembre la Siria ha continuato ad arrestare i terroristi, anche egiziani, e dunque non ha garantito quella libertà di azione e protezione della quale parla Abu Saleh.

La Siria oggi


Uno "stato canaglia"
La Siria è uno dei sette Paesi accusati dall'Fbi di proteggere e finanziare il terrorismo internazionale.
L'atto d'accusa dell'intelligence Usa

Reazioni all'attacco agli Usa
Dopo l'11 settembre il presidente Bashar al-Assad ha condannato gli attacchi e si è detto pronto a collaborare ad una lotta internazionale contro il terrorismo. Col passare dei giorni la posizione è cambiata. La Siria ha dichiarato di non volere assolutamente "espellere nessun cittadino palestinese o arabo che non abbia agito contro terzi a partire dal territorio siriano". In un'intervista al Corriere della Sera il ministro degli Esteri siriano si è rifiutato di esprimere un giudizio su Osama Bin Laden.

La posizione sulla guerra degli Usa all'Afghanistan
I governi di Giordania e Siria hanno diffuso un comunicato congiunto sottolineando l'importanza di combattere il terrorismo "con tutte le armi a disposizione della politica e dell'intelligence", ma riconoscendo anche che le operazioni militari anglo-americane contro il regime dei Talebani in Afghanistan sono una "conseguenza dei terribili attacchi terroristici dell'11 settembre". Fonti giordane sostengono che Damasco stia fornendo a Washington preziose informazioni su cellule terroristiche, ma la Siria, a differenza della Giordania, non ha ancora dichiarato la propria adesione e il proprio appoggio alla coalizione contro il terrorismo.

Una dittatura militare
La Siria è una repubblica sotto un regime militare dal 1963. Da allora è in vigore lo stato di emergenza. Non esiste libertà di opinione e i prigionieri politici sono centinaia. Al potere c'è il partito Baath, dominato prima da Hafez al Assad e poi da suo figlio Bashar. Assad padre ha instaurato un regime particolarmente chiuso e sanguinario.

L'opinione pubblica siriana
I siriani appoggiano la causa palestinese. Il 28 settembre, in occasione del primo anniversario della nuova Intifada, si sono tenute manifestazioni contro Israele in tutta la Siria.

La situazione politica
Nel giugno 2000 è morto Hafez al Assad, presidente-padrone della Siria, al potere dal 1970. Il Parlamento siriano ha tempestivamente modificato la Costituzione per consentire al trentaquattrenne Bashar, secondogenito di Assad, di succedergli alla guida del Paese. Il cambio del potere ha allentato la morsa del regime sugli oppositori ed ha aperto qualche spiraglio nelle tormentate relazioni con Israele. I due Paesi hanno tentato di rilanciare le trattative di pace sospese nel 1996. L’inizio dei negoziati, era previsto per il gennaio 2000, ma la Siria si è rifiutata di avviare le trattative senza un preciso impegno di Israele a ritirarsi dalle alture del Golan.

Il sostegno agli Hezbollah
La Siria finanzia e offre copertura alla milizia fondamentalista degli hezbollah, attivi nel Libano meridionale e autori di attentati suicidi contro postazioni israeliane. La Siria mantiene proprie truppe nel Libano del Sud.

La politica estera siriana
Molto attiva e molto spregiudicata. Assad padre sceglieva con grande facilità interventi militari (in Libano) e alleanze di comodo (al fianco degli Usa contro l'Iraq nel 1991). Tutta la storia siriana è scandita da operazioni spericolate. La religione non c'entra nulla. La Siria sceglie sempre in rapporto al suo vicino/nemico Israele.

Le difficoltà degli ultimi anni
Nel 1991 la Siria partecipa al fianco degli Usa alla guerra contro Saddam Hussein. Nel 1993 la questione palestinese sembra prossima ad una soluzione dopo gli accordi di Oslo. Nel 1994 Damasco avvia negoziati con Israele per le alture del Golan. Sembra l'inizio di una nuova stagione per il Medio Oriente. E invece nel giro di un paio d'anni tutto ritorna confuso e difficile.


La collocazione geopolitica

Netanyahu e l'alleanza Israele-Turchia
Rabin viene ucciso nel 1995. Nel 1996 i negoziati sul Golan si interrompono. Subito dopo gli israeliani eleggono premier Benjamin Netanyahu. I negoziati si bloccano definitivamente. Nel febbraio 1996 Israele e Turchia stipulano un accordo militare che la Siria interpreta come un tentativo di accerchiamento.

L'Islam in Siria
La popolazione siriana è musulmana sunnita al 75 per cento. Ci sono poi sciiti, cristiani ed ebrei. Dal punto di vista etnico, gli arabi sono il 90 per cento. Il rimanente 10 è costituito da curdi e armeni. Il fondamentalismo non gode di particolare successo. Anche perché il regime ha sempre stroncato sul nascere le formazioni integraliste. Ma a livello internazionale Damasco ha convenienza ad alimentare il terrorismo antiisraeliano.

Israele, il nemico di sempre
Con la fine dell'Impero Ottomano, nel 1919 la Siria è affidata al mandato francese. L'indipendenza arriva solo nel 1946, dopo la Seconda Guerra Mondiale. La Siria, membro della Lega araba dalla sua costituzione, partecipa al conflitto che segue la proclamazione unilaterale dello stato di Israele. I contrasti interni dopo la sconfitta con Israele si acuirono e, tra il 1949 e il 1954, si susseguono diversi colpi di stato militari.


La Storia

L'ascesa del Baath
Nel 1954 si afferma il partito Baath. All'interno promuove una politica riformista. In campo internazionale imposta una politica panarabista di netta contrapposizione ai Paesi occidentali, soprattutto dopo la Crisi di Suez e l'aggressione di Israele, Gran Bretagna e Francia all'Egitto nel 1956 .

La Repubblica araba unita
Il 21 febbraio 1958 un referendum, tenuto contemporaneamente in Siria ed Egitto, approva a larga maggioranza la federazione dei due paesi col nome di Repubblica araba unita (Rau), sotto la presidenza dell'egiziano Gamal Abdel Nasser. Vengono sciolti tutti i partiti siriani e viene realizzata la riforma agraria. L'esperimento dura poco. La crescente egemonia egiziana porta la Siria a staccarsi. La separazione è ufficializzata il 29 settembre 1961. Nasser non si oppone.

Una serie di governi militari
Tre colpi di stati in tre anni (tra il 1963 al 1966) portano al potere gli ufficiali più giovani dell'esercito. Capo dello Stato è il generale Nur al-Din al-Atasi. Siria ed Egitto stipulano un accordo difensivo contro Israele.

La guerra dei Sei giorni
Dopo mesi di tensione lungo il confine, Israele attacca Egitto, Siria e Giordania. L'esercito israeliano occupano le posizioni siriane sulle alture del Golan e avanzano fino ad al-Qunaytirah (Qnaitra), a soli 65 chilometri da Damasco. Il 10 giugno viene accettata la proposta di cessate il fuoco avanzata dalle Nazioni Unite e vengono inviati osservatori sulla linea di confine. La Siria rompe le relazioni diplomatiche con Stati Uniti e Gran Bretagna, colpevoli di sostenere Israele.

Assad al potere
Nel novembre 1970 un colpo di stato porta al potere il generale Hafiz al-Assad. Assunta la presidenza nel marzo 1971, Assad crea l'anno seguente il Fronte nazionale progressista (Fnp), un'alleanza tra il Baath, epurato dell'ala più radicale, il Partito comunista e altre formazioni di ispirazione socialista. Nel 1973 la Siria adotta un sistema di governo presidenziale e intensifica le relazioni diplomatiche con gli altri Paesi arabi, allo scopo di riottenere quanto perso nella Guerra dei Sei Giorni.

Guerra del Kippur
Nell'ottobre del 1973 la Siria e l'Egitto attaccano di sorpresa Israele, scatenando la guerra del Kippur. Dopo un iniziale successo degli arabi, Israele riuscì a sferrare un contrattacco e ad avanzare fino a 32 km da Damasco. Attraverso la mediazione del segretario di Stato Usa Henry Kissinger, Siria e Israele arrivano ad un accordo di disimpegno nel maggio 1974 che prevede la formazione di una zona neutrale sotto il controllo delle Nazioni Unite e il rimpatrio dei prigionieri di guerra.

La guerra del Libano
Nel 1976 la Siria interviene nela guerra civile in Libano. Nel 1981, Israele annette il Golan e poi invade il Libano. Le forze israeliane e siriane si scontrano. Si apre un contenzioso tuttora aperto.

Gli anni Settanta
La politica estera della Siria si caratterizza per un orientamento filosovietico (nel 1980 stipula un patto di amicizia e cooperazione con l'Urss). Dopo gli accordi tra Egitto e Israele, la Siria si riavvicina alla Giordania.

Gli anni Ottanta tra rivolte e terrorismo
Nel 1982 il regime di Assad reprime con ferocia una rivolta armata guidata dai Fratelli musulmani nella città di Haman: i morti sono migliaia. Usa e Gran Bretagna accusano la Siria di proteggere il terrorismo internazionale. Londra rompe le relazioni con Damasco e gli Stati Uniti impongono sanzioni economiche.

Con l'Iran contro Saddam
La rivalità tra i due partiti Baath al potere in Iraq e in Siria, spinge Assad a sostenere l'Iran durante la guerra con l'Iraq. E' l'unico Paese arabo ad appoggiare Khomeini.

Rafforzamento della presenza in Libano
Nel febbraio del 1987 la Siria rinforza con 7000 soldati il proprio contingente militare in Libano e, occupa il settore musulmano di Beirut, ponendo fine agli scontri armati tra le fazioni. Nel 1989 l'accordo di Taef, riconosce ufficialmente la presenza della Siria in Libano. Nel maggio 1991, la Siria firma con il Libano un patto di amicizia e di cooperazione.

Ancora contro Saddam
Nei primi anni Novanta Assad decide di rompere l'isolamento diplomatico e avvia trattative con i Paesi arabi moderati. Nel 1990 a Damasco arriva addirittura George Bush padre e pochi mesi dopo la Siria partecipa attivamente alla coalizione contro Saddam Hussein nella Guerra del Golfo.

Antonello Sacchetti

  Grandinotizie.it/ 19/febbraio/2002