Sostiene la lotta al terrorismo
Sorpresa Libia
Il regime di Gheddafi tra passato e futuro


  La Libia di Gheddafi
 

Per anni la Libia di Muammar Gheddafi ha predicato la guerra agli Usa e ha sostenuto il terrorismo antioccidentale. Ma da qualche anno Tripoli tende la mano a Washington. Difficilmente il destino di una nazione è legato così strettamente alla volontà del suo leader. Il colonnello di Tripoli è stato senza dubbio uno dei protagonisti della scena internazionale nella prima metà degli anni Ottanta. Oggi però sembra tornare alla ribalta. Con un ruolo a sorpresa.

  INDICE
 

Gheddafi condanna gli attentati dell'11 settembre
Il leader libico Muammar Gheddafi ha condannato immediatamente gli attentati di New York e Washington, definendoli "orribili". Una settimana dopo ha affermato alla televisione libica che "gli Stati Uniti hanno il diritto di vendicarsi", lanciando un appello ai cittadini affinché donino il sangue per le vittime statunitensi.

La posizione sulla guerra
Lo stesso 7 ottobre Gheddafi dichiara che gli Usa "non hanno nemmeno il dovere di spiegare l'attacco all'Afghanistan". Pieno appoggio all'azione militare, dunque.

Sorpresa, ma non troppo
Per gli Usa la Libia è uno dei sette "stati canaglia" accusati di sostenere il terrorismo internazionale. Ma da almeno tre anni Muammar Gheddafi cerca di riavvicinarsi a Washington dopo trent'anni di ostilità.

Il caso Lockerbie
Il 21 dicembre 1988 un Jumbo della Pan Am esplode per una bomba e precipita sul villaggio scozzese di Lockerbie provocando 270 vittime. Nel 1991 Stati Uniti e Gran Bretagna accusano la Libia di essere stata l'organizzatrice dell'attentato e il 31 marzo del 1992 l'Onu impone sanzioni pesantissime che portano il Paese al collasso. Nel 1999 Gheddafi consegna due ex membri dei servizi segreti libici (Abd al Basit al Migrahi e Al Amin Khalifa Fahima) al Tribunale internazionale dell'Aja. L'Onu revoca le sanzioni nell'aprile 1999.

Il fondamentalismo in Libia
Nel giugno del 1995 nella regione di Bengasi scoppia una rivolta di fondamentalisti islamici, sedata dopo aspri scontri che provocarono un centinaio di morti. I disordini sarebbero stati organizzati da elementi arabi che avevano combattuto contro i sovietici in Afghanistan, quasi sicuramente collegati a Osama Bin Laden. Negli ultimi anni, l'attività dei fondamentalisti islamici è cresciuta, favorita dal malessere sociale acuito da sette anni di embargo internazionale. Il regime di Gheddafi non sarebbe però in pericolo. Il colonnello si appresterebbe a consegnare il potere al figlio Saadi.

Libia e Usa
Nel luglio 2001 il Congresso Usa ha rinnovato ha rinnovato per altri cinque anni le sanzioni contro Libia e Iran.

I terribili anni Ottanta
Il momento peggiore delle relazioni tra Usa e Libia è all'inizio degli anni Ottanta. Nel 1981, in seguito all'abbattimento di due aerei dell'aviazione militare libica da parte di due caccia americani sul golfo della Sirte, la Libia denuncia la violazione delle acque territoriali e minaccia una rappresaglia nei confronti delle basi Nato in Europa. Gli Stati Uniti rispondono con un embargo delle importazioni di petrolio libico. Nel 1986, sospettando l'implicazione di agenti libici in un attentato contro le truppe americane stanziate in Germania, Ronald Reagan ordina il bombardamento di Tripoli e Bengasi, che provoca anche la morte della figlia adottiva del colonnello Gheddafi.

Missili su Lampedusa
Gheddafi risponde ai bombardamenti Usa lanciando due missili Scud contro la grande base radar della Nato sull'isola di Lampedusa, che però non raggiungono l'obiettivo e finiscono in mare. E' questo il momento peggiore delle relazioni italo-libiche.

La Libia colonia italiana
Nel 1911 l'Italia di Giovanni Giolitti intraprende una guerra contro l'Impero Ottomano per la conquista della Libia. Nel 1912 la Turchia, sconfitta, è costretta a riconoscere la sovranità dell'Italia e a ritirare le sue truppe. L'insediamento italiano si scontra però con una forte resistenza locale culminata, nel 1923, nella rivolta dei senussi, una confraternita religiosa musulmana. La colonizzazione italiana all'inizio si limita alla zona costiera. L'intellettuale e politico socialista Gaetano Salvemini, contrario all'avventura coloniale, definisce la Libia uno "scatolone di sabbia". Non si sono ancora scoperti i giacimenti petroliferi e la Libia appare una conquista inutile. Oltretutto, solo nel 1931, dopo anni di un lento e cruento conflitto, le truppe italiane sconfiggono la resistenza libica in seguito alla cattura e l'esecuzione del capo Omar al-Mukhtar. Da allora sono migliaia gli italiani che si insediano in Libia. Nel 1942, durante la Seconda Guerra mondiale, gli Alleati conquistano la regione attribuendone il controllo alla Francia e alla Gran Bretagna. Nel 1949, l'Assemblea generale delle Nazioni Unite approva una risoluzione che garantisce l'indipendenza alla Libia a partire dal 1951.

Italia e Libia dal 1950 in poi
Il passato coloniale è una tara pesante dei rapporti tra Italia e Libia. Un grave momento di tensione c'è stato negli anni Settanta, quando il governo di Tripoli allarga a dismisura il limite delle acque territoriali, rendendo la vita difficile ai pescherecci siciliani. Il 1980 è un anno critico. A giugno un Dc9 dell'Itavia precipita al largo di Ustica, forse a causa di un fallito attentato a Gheddafi. Un mig libico (con due piloti morti) viene rinvenuto sulla Sila due settimane più tardi. Il 2 agosto una bomba fa saltare la stazione di Bologna uccidendo 85 persone. Un processo ha riconosciuto colpevoli elementi della destra eversiva (ergastolo per Giusva Fioravanti e Francesca Mambro), ma nel 2000 la Commissione Stragi del Parlamento italiano ha avanzato l'ipotesi che la strage sia opera del regime libico, in rappresaglia ad un fallito golpe anti Gheddafi sostenuto dai nostri servizi segreti alcuni mesi prima. Una vicenda molto oscura, rilanciata recentemente dall'ex senatore Giovanni Pellegrino nel libro Segreto di Stato.

Libia e Fiat
Nel 1980, per finanziare un esteso programma di ristrutturazione tecnologica, la Fiat vende alla Banca di Stato libica una rilevante quota azionaria, che fa della Libia il secondo azionista della Fiat. In seguito il Paese arabo vende le azioni Fiat realizzando un buon affare. (vedi anche il IL FATTO Agnelli).

La Libia cerca di uscire dall'isolamento
Nel 1999 la Libia festeggia il trentesimo anniversario dell’istituzione della repubblica. Riprende i contatti con gli Usa e a giugno organizza un incontro tra i rappresentanti degli stati coinvolti nel conflitto nella Repubblica democratica del Congo (e in generale in tutta la zona dei Grandi Laghi). A settembre ha ospitato una sessione straordinaria della conferenza dell’Organizzazione per l’unità africana. A dicembre Gheddafi riceve in visita ufficiale l'allora premier italiano Massimo D’Alema, primo capo di governo occidentale a recarsi a Tripoli dal 1992.

Libia e Italia oggi
L'Italia è il primo partner commerciale della Libia (14.300 miliardi di lire di scambio nel 2000, il doppio rispetto al 1999). Il grosso degli scambi è costituito dall'importazione del greggio libico da parte dell'Italia. La Libia copre da sola il 30 per cento del fabbisogno italiano. Un quarto delle importazioni libiche proviene dal nostro Paese.

Ruggiero a Tripoli a settembre
Il 2 settembre 2001 il ministro degli Esteri italiano Renato Ruggiero vola a Tripoli e incontra Gheddafi. Libia e Italia hanno in cantiere importanti progetti comuni. Il principale è la realizzazione da parte dell'Eni e della compagnia petrolifera nazionale libica (Noc) di un gasdotto di 600 chilometri che collegherà la costa libica (Melitah) a quella siciliana (Gela). Gheddafi approfitta dell'occasione per inviare un messaggio agli Usa: "L'America è un grande Paese. Noi siamo un piccolo Paese in via di sviluppo e vogliamo avere un buon rapporto con tutti". Appena una settima dopo ci saranno gli attentati di Washington e New York.

Il regime di Gheddafi
Gheddafi prende il potere nel 1969 con un colpo di stato militare, e inaugura un nuovo tipo di regime politico, una combinazione di socialismo e Islam, da lui definito "Terza Teoria Internazionale". Negli ani Settanta e Ottanta impiega i ricavati della vendita del petrolio per promuovere la sua ideologia nel mondo, sostenendo gruppi sovversivi e terroristici in Medio Oriente e in occidente.

Gheddafi da leader dei musulmani a leader degli africani?
Non è chiaro il disegno politico di Gheddafi. Negli anni Settanta si avvicina alla Siria e guarda con simpatia all'Iran di Khomeini. Si oppone alla pace tra Israele ed Egitto (1979) ed è quasi certamente responsabile dell'assassinio del presidente egiziano Anwar al-Sadat nel 1981. Nel corso della guerra del Golfo del 1991, la Libia ha un atteggiamento prudente opponendosi sia all'invasione del Kuwait da parte dell'Iraq sia all'uso della forza contro il regime di Saddam Hussein. Nel 1999 si è invece proposto come leader del riscatto di tutti i Paesi africani in antitesi al "vecchio e al nuovo colonialismo dell'Occidente". Gheddafi è un convinto assertore della pericolosità della democrazia nei Paesi del Terzo Mondo.

L'ordinamento dello Stato
Il regime libico si è definito Repubblica socialista con un sistema di governo popolare diretto chiamato Jamahiriya. Il potere legislativo è esercitato dal Congresso generale del popolo eletto dai delegati dei 1.500 comuni. Un Comitato generale del popolo, eletto dal Congresso, rappresenta il governo mentre il Segretariato generale ha funzioni di capo dello Stato. Il colonnello Gheddafi non ha alcuna carica istituzionale ma conserva il titolo formale di "Guida della rivoluzione". Di fatto, comanda lui.

La storia: costituzione del regno
Nel 1950 l'Assemblea nazionale, composta in uguale numero da delegati della Cirenaica, della Tripolitania e del Fezzan, si riunisce a Tripoli e designa l'emiro Sayid Idris el-Senussi quale futuro sovrano di un regno federale. Il 7 ottobre 1951 venne promulgata la prima Costituzione libica, il 24 dicembre re Idris I proclama l'indipendenza del Regno unito di Libia e infine. Nel 1953 il paese aderisce alla Lega araba e nel 1955 diventa membro delle Nazioni Unite.

Gli anni Cinquanta
Negli anni Cinquanta la Libia concede alla Gran Bretagna, in cambio di aiuti economici, di mantenere alcune basi militari sul territorio libico. Gli Stati Uniti creano, vicino a Tripoli, la grande base aerea di Wheelus Field, promettendo aiuti tecnici ed economici. Vengono poi scoperti vastissimi giacimenti petroliferi. Gli Usa ottengono diverse concessioni a loro compagnie petrolifere. Cresce il malcontento di chi spera nell'emancipazione della Libia dagli stati occidentali.

1964: via gli inglesi e gli americani
Nel 1964 la Libia dispone il ritiro delle truppe inglesi e la chiusura della base aerea americana. Inoltre, in seguito alla Guerra dei sei giorni (1967), la Libia sostiene economicamente gli stati della Lega araba contro Israele.

Il rovesciamento della monarchia
Il 10 settembre del 1969 un gruppo di ufficiali, attraverso un colpo di stato incruento, si insedia al potere proclamando la Repubblica libica araba. Il nuovo governo rivoluzionario, presieduto dal tenente (autopromossosi colonnello) Muammar Gheddafi, stipula un patto di cooperazione politica e militare con l'Egitto e il Sudan. Sul piano della politica interna, nazionalizza le risorse. Concede alle compagnie straniere il diritto di sfruttamento del petrolio in cambio di un cospicuo aumento della quota da versare allo Stato. Nel 1973, in concomitanza con la Guerra del Kippur, che aveva coinvolto i suoi alleati contro Israele, il governo libico nazionalizza tutti i pozzi petroliferi e impone prezzi più elevati agli occidentali.

Antonello Sacchetti

  Grandinotizie.it/ 07/novembre/2001