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Il morbo della
mucca pazza è attualmente mortale ed incurabile. Le domande che
assalgono i comuni cittadini sono tante, ma anche gli esperti
in medicina hanno a loro disposizione poche risposte. Con Mario
Manfredi, primario del reparto di Neurologia al Policlinico Umberto
I di Roma, facciamo il punto sui dati certi di cui dispone la
scienza.
Perché tanti timori intorno al morbo della mucca pazza?
"Perché è una malattia mortale di difficile soluzione. Colpisce
il cervello ed è dovuta all'alterazione di una proteina - prione
- contenuta nelle cellule celebrali che, una volta ammalate, degenerano
creando dei vaculei, perdendo la loro funzione e, infine, morendo.
Tale processo comporta all'inizio danni neurologici, ovvero grossi
disturbi delle attività motorie, e disturbi psichiatrici, cioè
il deterioramento cognitivo. Successivamente, in tempi molto brevi,
la carenza di cellule celebrali porta alla morte del soggetto
ammalato".
Come si è generata questa malattia?
"Il morbo di Creutzfeld Jacob è conosciuto ormai da un secolo
nelle sue diverse manifestazioni., come la Scrapie negli ovini
o la forma propria dei visoni. Negli uomini è stata trasmessa
accidentalmente attraverso l'uso di strumenti neurochirurgici
infetti, o con preparati di ipofisi umana a scopo terapeutico
o, ancora, attraverso trapianti di cornea. Questo perché non si
sapeva che il prione è resistente al tipo di sterilizzazione che
si praticava allora. Ma esiste anche una forma spontanea della
malattia che colpisce soprattutto gli anziani. Questa è stata
studiata presso una tribù della Nuova Guinea, chiamata Fore, dove
veniva praticato abitualmente il cannibalismo. Gli indigeni mangiavano
il cervello dei morti, anche di quelli che potevano essere ammalati
dell'encefalopatia spongiforme. Il morbo, infatti, può essere
trasmesso da uomo ad uomo attraverso la catena alimentare. Quello
di cui non si era a conoscenza era la possibilità di contagio
da una specie all'altra. Si credeva nella cosiddetta barriera
della specie, invece oggi abbiamo scoperto che la trasmissione
c'è".
La forma che colpisce i bovini da cosa dipende?
"L'encefalopatia spongiforme bovina nasce, molto probabilmente,
dall'uso di carcasse di animali malati per farne mangimi. Sembra
che ovini ammalati, anche spontaneamente, del morbo di Jacob siano
stati macellati per farne cibo per i bovini. Questo errore nella
preparazione delle farine dei mangimi ha causato il primo passaggio
del morbo da una specie all'altra"
Come si previene la malattia?
"Evitando la carne a rischio, come il cervello, le viscere e gli
intestini. Ma se il problema esiste, non è il caso di drammatizzare.
In Gran Bretagna, da dove sono partite le farine infette, sono
stati identificati 85 casi in 6 anni, perciò si ha un caso su
un milione di abitanti l'anno, molto meno di altre malattie e
molto meno di quanto colpisca la sua forma spontanea. In più,
non è detto che tutti coloro che vengono a contatto con la carne
infettata si ammalino, perché noi siamo fatti come dei treni che
possono avere o meno il vagone ristorante, quello merci o quello
postale e solamente chi ha una certa struttura, ad esempio il
vagone ristorante, è soggetto al contagio. Ci si dovrà preoccupare
solo se si assisterà ad una crescita esponenziale della diffusione
della malattia".
Perché non si riesce a curarla?
"Perché colpisce le cellule della corteccia celebrale, cioè quelle
che regolano le funzioni più elevate dell'uomo e che organizzano
il movimento. L'esatta funzione dei prioni non è ancora chiara
e non è facile intervenire su cose così delicate. In più l'incubazione
della malattia è lunghissima, anche venti anni".
Laura Coricelli/Grandinotizie.it
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