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La scienza seguiva la sua strada, tra successi e insuccessi, partendo da una premessa certa e accettata da tutti. E cioè che l'uomo si ammalava di encefalopatia spongiforme mangiando carne di un bovino malato di Bse.
Dunque, sebbene fossero diverse le strade della ricerca per arrivare a una cura o ad una inibizione della malattia, da questo fatto sembrava non si potesse prescindere.
Ci ha pensato un medico scozzese, George Venters, a rimettere tutto in discussione.
In un articolo pubblicato sulla rivista scientifica British medical journal Venters ha negato una relazione tra malattia bovina e malattia umana. "Non ci sono prove sufficienti" ha detto lo scienziato.
La malattia umana potrebbe essere precedente al morbo della cosiddetta "mucca pazza". Infatti il tasso di crescita sembra essere molto basso rispetto a quello che avrebbe dovuto causare un'epidemia alimentare così recente.
Con questa semplice osservazione - peraltro ancora tutta da dimostrare
- Venters ha già urtato la suscettibilità della
scienza ufficiale. Gli ha risposto Roy Anderson, epidemiologo
dell'Imperial College di Londra. "La curva dei nuovi casi è
coerente con l'origine della malattia nei bovini, che si può
far risalire intorno alla fine degli anni Ottanta".
Venters ha auspicato un dibattito pubblico su questo tema.
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Grandinotizie.it/19 novembre
2001
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