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Al costo di mezzo
milione di dollari ciascuno, i missili da crociera Tomahawk -
noti anche come missili Cruise - sono in grado di colpire un obiettivo
terrestre distante oltre 1.000 chilometri dal punto di lancio.
I Tomahawk viaggiano a velocità subsonica, circa 880 km/h, e sono
difficilmente individuabili: la loro ridotta sezione, circa 50
centimetri, la modesta emissione di calore del sistema di propulsione,
e la capacità di volare a bassissima quota, rende difficile la
loro localizzazione e ancor più il loro abbattimento da parte
della contraerea. Per queste ragioni sono definite armi ad alta
sopravvivenza. Ovviamente riferita al missile, perché il suo effetto
distruttivo è devastante. I Tomahawk sono dotati di una testata
da 450 chilogrammi di esplosivo ma possono essere anche armati
con testata nucleare da 200 chilotoni.
Secondo la casa costruttrice, la Raytheon, azienda specializzata
nella produzione di sistemi d'arma, con un fatturato di 17 miliardi
di dollari e 87.500 persone impiegate, la stessa che inventò il
forno a microonde, i Tomahawk sono l'arma decisiva. Ed effettivamente
si tratta di missili in grado di essere lanciati da postazioni
terrestri, da navi e da sottomarini, viaggiare riconoscendo il
terreno sotto di loro e controllare la propria posizione, correggere
la rotta e individuare il bersaglio confrontandone l'immagine
con la foto memorizzata nei suoi computer di bordo. Una volta
lanciato non richiede comandi né controlli e può volare a poche
decine di metri dal solo, regolando la propria altezza in funzione
delle asperità del terreno.
Le principali risorse del missile si chiamano Tercom e Dsmac.
Tercom (TERrain COntour Matching - controllo del profilo del suolo)
è una guida radar che confronta continuamente il terreno sottostante
con una mappa di riferimento di cui è dotata la sua memoria per
verificare la rotta, correggerla e stabilire la quota di navigazione.
In queste operazioni il Tomahawk è aiutato dal Gps (Global Positioning
System) che riceve dai satelliti la posizione e la quota dove
si trova. Quando giunge in prossimità dell'obiettivo, fatto che
viene individuato dal tempo percorso, dalla posizione e dal riconoscimento
della zona, il sistema di controllo della navigazione passa al
Dsmac (Digital Scene Matching Area Correlation - confronto e correlazione
della scena) che, comparando l'immagine inquadrata dalle telecamere
di bordo con quella dell'obiettivo memorizzato, guida il missile
sul bersaglio. Per questo motivo i missili da crociera rientrano
tra le cosiddette armi "intelligenti", quelle cioè in grado di
riconoscere il bersaglio e non commettere errori.
Le cronache delle guerre in cui i Tomahawk sono stati impiegati,
dalla Guerra del Golfo del 1991, Iraq nel 1993, Bosnia nel 1995
e ancora Iraq nel 1996, sono però testimoni di numerosi sbagli.
Ad esempio, durante la Guerra del Golfo, su 290 missili lanciati,
50 non raggiunsero il loro obiettivo, soprattutto perché l'omogeneità
del deserto su cui volavano, non permetteva di avere perfetti
punti di riferimento per la guida. Rispetto ai Tomahawk di dieci
anni or sono, gli attuali sono molto più "intelligenti", come
molto più precise sono i rilievi effettuati dagli aerei spia e
dai satelliti per fornire immagini molto dettagliate degli obiettivi
da colpire. I Cruise hanno infatti bisogno di conoscere perfettamente
la strada da seguire, la natura del terreno da sorvolare e l'immagine
dell'obiettivo da colpire.
Per fornire queste informazioni, a fianco del missile vero e proprio,
operano strumenti e persone che impostano dati e controllano il
corretto svolgimento della missione, come il Tmpc (Theater Mission
Planning Center - Centro di pianificazione della missione) o il
Twcs (Tomahack Weapon Control System - Sistema di controllo del
Tomahawk), dove computer ed esperti riforniscono di dati il missile
prima e durante la missione.
Lanciare un Cruise è un'operazione che coinvolge un gran numero
di risorse e richiede una altissima efficienza tecnica e militare.
Innanzitutto opera il Fire Control System (sistema di controllo
del lancio) che oltre a verificare il perfetto funzionamento del
missile, si occupa delle comunicazioni tra i computer del controllo
e quelli del Tomahawk, dove sono memorizzate tutte le informazioni
che sono state predisposte dalla Pianificazione della Missione.
Questa a sua volta ha ricevuto le mappe e le foto del bersaglio
dalla Nima (National Imagenery and Mapping Agency - Ente per le
immagini e le mappe) ottenute da satelliti ed aerei da ricognizione,
e le ha convertite nel formato necessario per i computer del missile.
I comandi militari responsabili della operazione hanno nel frattempo
redatto i piani della missione, individuando tempi e momento del
lancio, tenendo conto delle condizioni atmosferiche che potrebbero
ritardare la velocità di navigazione. Quando tutto è controllato
e verificato, il missile può partire. Da questo momento i controlli
sono in mano ai sistemi automatici di bordo Tercom e Gps prima
e Dsmac quando l'obiettivo è prossimo. Durante il volo il Tomahawk
invia al centro di controllo informazioni sulla rotta e il proprio
stato, utilizzando satelliti di comunicazione militare. In caso
di necessità il centro di controllo può inviare dati suppletivi
o correttivi ai computer di bordo e ovviamente interrompere la
missione. A quanto risulta, gli USA dispongono di circa 3000 missili
Tomahawk e un centinaio sono in dotazione alla Gran Bretagna.
Altre schede tecniche:
Ac 130H
Portaerei Enterprise, Vinson, Roosvelt e Kitty Hawk
Satelliti spia
Airbus A-300
Boeing 757
Boeing 767
Echelon
Codice 7 5 0 0
"Portaerei" Garibaldi
I "Parà" del Tuscania
Andrea Scarienzi/Grandinotizie.it/7 ottobre
2001
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