|
Siamo riusciti
a raggiungere telefonicamente l'ambasciatore Charles A. Gargano,
ministro dell'Economia dello Stato di New York. La voce tradisce
la stanchezza e l'emozione, ma le parole indicano propositi di
immediata operatività. Com'è nel carattere dell'uomo, che ricalca
in pieno lo spirito americano, il pragmatismo non lascia spazio
alla prostrazione del dolore. La dimensione dei problemi è tale
che le soluzioni incalzano e la compilazione della to do list,
le cose da fare, è una priorità che sovrasta anche la pietà.
Ministro si è fatto una idea dei danni economici?
"In questo momento è impossibile una quantificazione economica.
Ovviamente il danno è enorme. Ma il problema più importante, adesso,
è consentire alle squadre tecniche di accedere nei luoghi del
disastro. Questa notte, nell'ultima visita all'area condotta col
governatore Pataki e il sindaco Giuliani, abbiamo costatato l'impossibilità
di accesso. Abbiamo quindi predisposto nelle ultime ore un piano
per realizzare dei corridoi di accesso sicuri e affidabili. Prima
di tutto, per portare soccorso ai superstiti che sono prigionieri
nei pochi piani delle due torri rimasti in piedi, sommersi dalla
montagna delle macerie e poi per effettuare sopralluoghi, misurare
i danni, realizzare una mappa dell'esistente aderente alla nuova
realtà. Con queste informazioni, oggi stesso, cominceremo a preparare
le azioni per la ricostruzione".
Lei è ritenuto uno dei più esperti nel campo della riqualificazione
e pianificazione del territorio, sua è stata la regia del cambiamento
dell'area di Time Square e nella sua qualità di Co-Chairman della
New York and New Jersey Port Authority [ndr: il Chairman è
nominato dallo Stato dirimpettaio del New Jersey] è responsabile
dei porti, degli aeroporti, dei tunnel e dei ponti. Qual è il
suo compito principale, ora?
"Il governatore Pataki mi ha chiesto di procedere alla realizzazione
del migliore piano per tornare nel più breve tempo alla normalità
economica. Questo non solo per una evidente esigenza economica,
ma perché il ripristino delle abitudini di lavoro darà la sensazione
ai cittadini e alle famiglie che la strada per affermare la nostra
determinazione a uscire da questi momenti di disperazione è stata
tracciata. Noi la percorreremo con tristezza, pensando all'enormità
della somma delle tante singole tragedie: io stesso ho perso sotto
le macerie uno dei miei più validi collaboratori. Ma la percorreremo
con decisione. Come tutto il mondo sa, questo approccio alle difficoltà
della vita è la nostra più radicata virtù, direi fa parte degli
elementi costitutivi della nostra comunità. The show must go
on...".
Quale sarà la prima cosa che deciderà, oggi?
"Per corrispondere alla direttiva del governatore, istituirò immediatamente
un ufficio con il compito di censire le esigenze delle società
che operavano nel World Trade Center. Si tratta di aziende che
operano in tutti i settori dell'economia: head quarters di società
manifatturiere, centri finanziari, società di servizi. Esse davano
lavoro a 50.000 persone. Se vogliamo tornare alla normalità, dobbiamo
ripristinare l'operatività di queste aziende. Per farlo occorre
trovare spazio. Ecco, il mio primo compito, per rispondere alla
sua domanda, sarà trovare e organizzare aree da mettere a disposizione
delle aziende secondo le loro esigenze e necessità. Solo così
potrà riprendere il flusso della quotidiana operatività. La gente
potrà riconoscersi nel comune scopo di ripristinare la normalità
e il motore della ricostruzione psicologica ed economica si rimetterà
in moto. Poi appronteremo un formidabile programma di ricostruzione".
Ambasciatore Gargano, ha avuto modo di parlare col Presidente?
"Il presidente Bush si è tenuto immediatamente e costantemente
in contatto col governatore Pataki. Io stesso ho avuto modo di
fornirgli i dati circa la situazione via via che evolveva. La
sua determinazione è un grande esempio per ogni cittadino degli
Stati Uniti d'America e, in particolar modo, per chi ha responsabilità
pubbliche".
Lei è anche presidente della Columbus Citizens Foundation,
il più prestigioso sodalizio che si fonda sulla eredità culturale
dell'Italia. La Fondazione, da 50 anni, organizza su mandato del
sindaco di New York le manifestazioni del Columbus Day culminanti
nella famosa parata in Fifth Avenue, festa nazionale negli Usa.
Quest'anno cade il prossimo 8 ottobre. Pensa sarà annullata o
rimandata?
"Il presidente Bush ha disposto che tutte le manifestazioni ufficiali
programmate dovranno svolgersi regolarmente. La tradizione e la
cultura italiana ci hanno insegnato a soffrire e contemporaneamente
andare avanti. I nostri padri, i nostri nonni e bisnonni, hanno
affrontato inimmaginabili difficoltà per affermarsi in questo
grande Paese e per contribuire alla sua grandezza e al suo progresso.
Certamente non vogliamo deludere la loro memoria. Non ci tireremo
indietro proprio noi".
Grandinotizie.it/12 settembre 2001
|