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Un
unico filo conduttore: gli Stati Uniti non possono essere attaccati
né distrutti. O quantomeno chi ci riesce non è di questo mondo.
Questo il tema ricorrente della filmografia americana.
Curiosità: il primo esempio che viene in mente tuttavia non è
relativo al grande schermo. Orson Welles nel 1938 simulò,
in una trasmissione radiofonica, un'invasione marziana. Nel racconto
distruzione e massacri. L'America fu sconvolta da una suggestione
provocata dai media. Modernissimo, tutto quanto.
Questo terrore atavico dell'alieno si ritrova in una pellicola
come Indipendence day, del 1996. Ma qui alla paura si aggiungono
le scene. Le immagini del film di Roland Emmerich somigliano
tremendamente a quelle che le tv di tutto il mondo hanno trasmesso
l'11 settembre 2001. Torri Gemelle colpite e Pentagono in fiamme.
Appena uscito il "tuttodigitale" Final fantasy fornisce
anch'esso un'immagine di New York distrutta. Autori dello scempio
ancora una volta gli alieni, i terribili "phantom".
Piccolo schermo, stessi scenari. E' il caso di Visitors,
serie televisiva degli anni Ottanta, dove i "visitatori" non ci
pensano due volte a distruggere Casa Bianca e Pentagono.
E quando il pericolo non arriva dallo spazio, ci pensa il mostro.
I grattacieli, protagonisti assoluti della "grande mela" e tragicamente
anche degli attacchi terrostici, rinviano immediatamente all'arrampicata
di King Kong sull'Empire State Building e ad aerei che
si schiantano contro altri edifici. La "prima scalata" risale
al 1933, la seconda è del '77.
In verità qualche rischio non "dell'altro mondo" l'America l'ha
pure corso. Ma era l'epoca della "guerra fredda". L'Urss, nemico
di mezzo secolo, minacciava con le bombe atomiche e la paura era
quella della Terza guerra mondiale. E' il caso di The day after,
film del 1983 con Jason Robards.
Altri capitoli, argomento per argomento. Per vedere scene di distruzione
e di grattacieli in fiamme bisogna rivolgersi al genere catastrofico,
l'Inferno di cristallo per esempio.
Per quanto riguarda la psicosi da dirottamento vale tutta la serie
di Airport e Air Force One (1997), dove è lo stesso
presidente (Harrison Ford) a sgominare il commando di dirottatori.
Il terrorismo è invece il nemico giurato di Bruce Willis.
I film sono tre: Die hard - Trappola di cristallo del 1988,
Duri a morire (nel mirino c'è la Banca federale americana)
e Attacco al potere del '98, dove l'avversario da battere
è il terrorismo islamico e la città da difendere New York. La
finzione in questo caso ha anticipato tragicamente la realtà.
"Nella nostra epoca, nessun esercito straniero ha mai invaso il
suolo americano. Fino ad ora". Questo il lancio pubblicitario
di un film semisconosciuto Alba rossa del 1984. Un perfetto
riassunto di come l'America si è mostrata sul grande schermo,
appunto, fino ad ora.
Grandinotizie.it/12 settembre 2001
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