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Sono le 18:29 ora italiana. Parte l'attacco all'Afghanistan. In due distinte ondate Usa e Gran Bretagna colpiscono sette città afghane, tra cui Kabul e Kandahar. Missili anche sulle basi di Osama Bin Laden nel Nord del Paese, nei pressi di Kundus.
Insieme agli americani è confermata la presenza di mezzi militari inglesi. L'ordine d'attacco è partito ieri. Lo dice la Casa Bianca.
Nella prima fase dell'operazione Libertà duratura Stati Uniti e Gran Bretagna hanno usato un'ampia gamma di mezzi da terra e da mare, tirando 50 missili Cruise contro i bersagli terroristici in Afghanistan. Impiegati anche 15 bombardieri e 25 aerei d'attacco, B1, B2 e B52. Poi unità navali di superficie e sottomarine. "Intelligenti" la maggior parte delle munizioni.
Contemporaneo al primo atto di guerra il lancio di viveri. Intanto si spara sulla popolazione afghana in fuga nella città meridionale di Kandahar. E sono i Talebani a farlo. Lo ha riferito una fonte informata all'agenzia di stampa iraniana Irna, precisando che le forze del regime che si trovano sulle strade principali avrebbero aperto il fuoco sugli afghani che stavano lasciando le loro case a Kandahar e Helmand.
Due ore dopo l'inizio dell'attacco Osama appare alla tv araba Al Jazeera e pronuncia un lungo e durissimo discorso contro Stati Uniti e Israele. "Questo attacco - ha detto tra l'altro Bin Laden - ha diviso il mondo: fedeli e infedeli. E ogni musulmano deve rispettare ora la sua fede. La guerra all'Afghanistan è la guerra all'Islam. Quello che è accaduto negli Stati Uniti è la reazione naturale alla politica cieca degli americani. Se l'America continua con questa politica i figli dell'Islam non fermeranno la loro lotta. Gli Stati Uniti sono stati colpiti da Dio in uno dei suoi punti più deboli. L'America adesso è spaventata da Nord a Sud, da Ovest a Est. Grazie Dio per questo. Ringrazio Dio per la distruzione dei simboli dell'America".
Un'ammissione di responsabilità se ancora si aveva qualche dubbio. Si tratta evidentemente di un messaggio registrato, probabilmente il giorno stesso degli attentati a New York e Washington. "Ciò che l'America ha assaggiato oggi è pochissimo rispetto a quello che abbiamo provato noi. Da 80 anni questa nazione musulmana e araba vede ogni tipo di umiliazione".
Intanto i ministri delle finanze dei "Sette Grandi", riuniti a Wasghington, concordano un piano d'azione per "bloccare il flagello dei finanziamenti del terrorismo internazionale" e per "prosciugare alla base" la linfa del terrorismo. Nel mirino paradisi fiscali e società off shore.
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