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La stampa inglese, sempre ben informata, prevede l'inizio dei raid aerei americani entro le prossime 48 ore. Il presidente pakistano Musharraf dichiara: i talebani hanno le ore contate. "A causa della loro presa di posizione ci sarà uno scontro".
Si stringe sempre più il cerchio intorno a Bin Laden. I talebani affermano: "Osama è sotto il nostro controllo in una località segreta". Prendere tempo sembra essere il loro obiettivo. Ma gli States non ci stanno. Rispondono: "Non ci basta, consegnatelo o ne pagherete le conseguenze". Andrew Card, capo di gabinetto della Casa Bianca, fa capire che il dado ormai è tratto. "Se i talebani continuano a sostenere il terrorismo non devono restare al governo". E' una dichiarazione storica. La prima volta che un rappresentante ufficiale del governo americano afferma la necessità di rovesciare l'esecutivo di un altro Paese sovrano.
Preoccupazione anche per la giornalista del Sunday Telegraph Yvonne Ridley catturata l'altro giorno mentre vestita da donna musulmana cercava di infiltrarsi in Afghanistan, che potrebbe nelle prossime ore essere accusata di spionaggio. Se così fosse la sua vita sarebbe appesa ad un filo. Si è riaperto anche a Kabul il processo contro gli otto stranieri accusati di diffusione del cristianesimo in Afghanistan. Due americani, quattro tedeschi e due australiani, sei dei quali donne, appartengono all'organizzazione cristiana di volontariato 'Shelter Now. Il processo sarà equo, e non verrà influenzato dalla situazione internazionale ha affermato la corte e gli imputati non saranno discriminati perché non-musulmani.
Cresce anche l' allarme per eventuali attacchi chimici e battereologici in America ed Europa.
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