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Il portavoce del ministero della Difesa afghano, il mullah Noor Ali ha lanciato santi minacce agli Usa e ai loro alleati. Alla televisione del Qatar Al Jazeera ha dichiarato che "le rappresaglie colpiranno indistintamente sia chi sferrerà l'attacco sia chi si presterà a fornir loro aiuti o appoggi. Chiunque attaccherà o aiuterà l'attacco è nostro nemico e noi sferreremo un attacco contro costoro".
Intanto anche l'Arabia Saudita ha annunciato di avere interrotto le relazioni diplomatiche con Kabul. In un comunicato ufficiale di Riad si legge che "il governo saudita annuncia la rottura di tutte le sue relazioni con i Talebani", perché il governo afghano non ha dato seguito "a tutti i contatti e gli inviti del Regno dell'Arabia Saudita a smettere di ospitare criminali e terroristi". L'Arabia Saudita era uno dei tre Paesi a mantenere relazioni diplomatiche con il regime di Kabul. Sabato scorso gli Emirati arabi uniti avevano chiuso le relazioni con i Talebani. Adesso l'unico Paese che continua ad avere rapporti con i Talebani è il Pakistan. Ma è molto probabile che anche Islamabad chiuda presto definitivamente con Kabul.
Mentre ci si prepara alla guerra, l'opposizione anti Talebani fa sentire la propria voce. Il vicecomandante dell'Alleanza del Nord avverte che saranno accettate truppe straniere soltanto se schierate sotto la bandiera Onu. "Non saranno accettati diktat da altri Paesi. Nemmeno dagli Usa".
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