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Decisione a sorpresa del consiglio dei teologi Talebani. I 600 ulema riuniti a Kabul hanno emesso un editto in cui chiedono al governo dell'Afghanistan di incoraggiare Osama Bin Laden a lasciare il Paese, ma di sua spontanea volontà. Lo riferisce un comunicato diffuso dall'agenzia Bakhtar (controllata da Kabul). I Talebani, che avevano indetto il Gran consiglio dei capi religiosi, dovrebbero seguire ora le loro indicazioni. Non è chiaro se Bin Laden sia disposto a lasciare l'Afghanistan. La delibera degli ulema sembra una soluzione di compromessa, dettata dalla consapevolezza che mai Kabul potrebbe estradare lo sceicco saudita. Suhail Shaheen, diplomatico afghano in Pakistan, ha riferito che lo stesso Bin Laden sarebbe disposto a farsi processare, se gli Stati Uniti forniranno prove attendibili della sua responsabilità negli attentati dell'11 settembre. Gli Usa sembrano pronti ad attaccare comunque. E' infatti scattata l'operazione "Giustizia infinita", nome in codice del piano del Pentagono per la guerra contro il terrorismo. Sono partiti dalle basi americane nel Golfo Persico un centinaio di aerei, caccia F-15 e F-16 e bombardieri B-1, oltre a diversi aerei spia U-2 e le cosiddette "cisterne volanti". Nell'area si trovano già tre portaerei alle quali sta per unirsi il gruppo navale della Theodore Rooselvelt, già salpato dalla base di Norfolk, in Virginia.
In giornata George W. Bush illustrerà al Congresso come stanno procedendo le indagini sugli attentati e come gli Usa si preparano a reagire. Il consigliere per la sicurezza nazionale, Condoleezza Rice, ha escluso categoricamente ''una dichiarazione di guerra''. Nella prima fase della campagna contro il terrorismo gli Usa "sradicheranno le persone che hanno perpetrato gli attacchi e coloro che le ospitano". Dopo partirà un'operazione militare di più ampio respiro.
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