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  Sì della Camera con 513 favorevoli
L'Italia è in guerra
Martino: invieremo 2700 militari in prima linea
 
  Guerra all'Afghanistan
 

Anche l'Italia entra ufficialmente in guerra. La Camera ha dato il via libera alla partecipazione italiana alle operazioni militari in Afghanistan, con 513 sì, 35 no e due astenuti. Al voto si è arrivati "scomponendo" due documenti (uno di maggioranza e l'altro dell'opposizione) e votandoli per parti separate: in tutto ci sono state sei votazioni.

"Il governo mantiene fede all'impegno di un passaggio parlamentare prima dell'impiego di forze nazionali nell'operazione Enduring Freedom". Il ministro della Difesa Antonio Martino così aveva aperto il dibattito in aula alla Camera. Ha spiegato che saranno impegnati 2.700 uomini che avranno anche compiti di attacco, ma tutto il personale impiegato sarà professionale. Non verranno dunque utilizzati militari di leva. "Nessuno si illude che la guerra al terrorismo possa essere breve, incruenta, limitata. Ma ci sorregge la consapevolezza che essa è la lotta della civiltà contro la barbarie", ha continuato Martino. "Si tratta di una lotta alla quale non ci possiamo e non ci vogliamo sottrarre, per tutelare quel sistema di valori condiviso con i paesi a noi alleati e per rispondere agli interessi della nostra comunità nazionale".

In Afghanistan, i combattimenti si fanno più intensi. Tra pochi giorni nell'area saranno in azione truppe statunitensi, britanniche, francesi, tedesche, turche, canadesi, australiane e, appunto, italiane. Il presidente George W. Bush rivolge un appello a tutti gli alleati per un impegno deciso in vista dell'attacco di terra. "Le espressioni di simpatia non bastano più. E' il momento dell'azione", dice il presidente agli alleati della coalizione anti Osama Bin Laden e la sua rete terroristica.

L'opposizione anti Talebana punta su Mazar-i-Sharif. L'aviazione Usa continua a martellare tutto il Paese, concentrandosi sulla provincia di Takhar.

L' antrace arriva anche in Russia, ma il bersaglio sono sempre gli Usa. Sono state infatti trovate tracce di spore nella posta inviata dal dipartimento di Stato al consolato Usa a Ekaterinenburg. I dipendenti della rappresentanza sono stati sottoposti a terapia antibiotica.

 
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  Grandinotizie.it/ 07/novembre/2001
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