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  La guerra continua
Rabbani a Kabul
Kandahar resiste. Insofferenze dell'Allenaza...
 
  Presa Kabul, Afghanistan
 

L'ex presidente afgano Burhanuddin Rabbani è entrato a Kabul per la prima volta dopo 10 annni, scortato da uomini armati e con al seguito un convoglio di una quindicina di veicoli. Era a bordo di una jeep con i vetri affumicati.

In realzione all'arrivo a Kabul di Rabbani il leader degli hazara (sciiti) Karim Khalili visibilmente contrariato ha detto: "A Kabul il quaranta per cento della popolazione è sciita. Il nostro compito è di difenderli. Per questo le Nazioni Unite si devono dare una mossa e arrivare in città il prima possibile. Si era deciso che le diverse fazioni dell'Alleanza non sarebbero entrate a Kabul prima del varo del nuovo governo. Ma adesso Rabbani e i tagiki sono qui. Ci hanno detto che per ragioni di sicurezza. Ma allora a questo punto dovrebbero entrare a Kabul anche rappresentanti di altre etnie".

Rabbani dichiara subito che ci vorranno un paio di anni per le elezioni, che le donne potranno lavorare e le bambine studiare.

Intanto sul fronte della guerra Ismail Khan che guida le forze anti-taleban interrompe l'avanzata verso Kandahar dopo aver preso il controllo di Daralam. Scelta politica quella di Khan di fermarsi: lui non è un pashtun, non appartiene cioè all'etnia dominante nell'Afghanistan meridionale. Khan decide, dunque di fermarsi convinto che debba essere un pashtun ad entrare a Kandahar come liberatore.

Conferme ufficiali per l'uccisione di Mohammad Atef, capo militare di Al Qaeda da parte dei Talebani che affermano anche che altri loro sette dirigenti hanno perso la vita durante i bombardamenti.

Cresce intanto l'insofferenza dell’Alleanza del Nord verso le truppe occidentali presenti in Afghanistan. Il vice capo dei servizi d’informazione della coalizione anti-talebani, Engineer Arif, ha intimato ai britannici di abbandonare, a Nord di Kabul, l’aereoporto di Bagram, dove, da ieri, sono dislocati 85 uomini delle truppe speciali. Dichiara: "La nostra decisione è che quindici militari possono restare, a patto che siano adibiti a compiti puramente umanitari. Gli altri se ne debbono andare. Se così per loro va bene, restino. Altrimenti occorre che se ne vadano tutti". Cresce dunque una certa insofferenza nei confronti di truppe straniere da parte dell'Allenaza del Nord.

Il ministro degli Esteri dell’Alleanza, Abdullah Abdullah, a questo proposito ha parlato anche con il capo della diplomazia di Londra, Jack Straw

Da registrare anche l'accusa rivolta al Pentagono da un dirigente della televisione del Al Jazeera: secondo la nota la sede di Kabul della tv sarebbe stata bombardata volontariamente dagli americani nei giorni scorsi. Il Pentagono smentisce.

Link utili:
Radio Afghanistan
Afghan News Network
Sito resistenza afgana

 
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  Grandinotizie.it/ 17/novembre/2001
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