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E' morta l'inviata del Corriere della Sera Maria Grazia Cutuli, 39 anni. La notizia è stata confermata dal ministro degli esteri Renato Ruggiero. Le prime voci circa la morte delle cinque persone erano state quelle della Croce Rossa seguite da quelle del nostro ministro degli Esteri che da Bruxelles ha fatto sapere che "tutte le indicazioni di varie fonti a Kabul e dintorni raccolte finora dalla Farnesina puntano purtroppo nella stessa direzione e parlano di quattro giornalisti uccisi fra i quali l'inviata del Corriere della Sera".
Il convoglio sul quale viaggiava la giornalista è stato attaccato sulla strada da Jalalabad verso Kabul. Insieme alla reporter italiana a bordo c'erano il giornalista spagnolo Julio Fuentes de El Mundo, un cameraman australiano, Harry Burton e il fotografo afgano Azizullah Haidari entrambi dell'agenzia di stampa Reuters. A bordo anche un interprete afgano. Secondo l'autista del convoglio, che è riuscito a tornare indietro dopo l'attacco, i giornalisti sono stati fatti scendere dal camion sul quale viaggiavano e, poco dopo, si sono sentiti degli spari.
L'inviata del Corriere della sera era da un mese in Afghanistan e, negli ultimi giorni, aveva scoperto uno dei covi di Al Qaeda distrutti dalle bombe americane. Insieme a Fuentes aveva raccontato - sul giornale di oggi - il ritrovamento in un campo di Osama Bin Laden di alcune fialette di "Sarin", il terribile gas nervino usato dai terroristi giapponesi nel metrò di Tokyo.
Il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha espresso il proprio cordoglio: "Ci riempie di profondo dolore, ci fa sentire l'orrore di questa guerra la notizia purtroppo confermata della morte della giovane giornalista del Corriere della Sera, Maria Grazia Cutuli, al suo primo servizio importante". Ciampi ha aggiunto: "Dobbiamo salvaguardare la memoria di Maria Grazia e di tutti coloro che per informarci, per farci conoscere, stanno svolgendo un compito molto difficile in Afghanistan"
Continua la caccia ad Osama Bin Laden. Gli americani sono convinti che non abbia lasciato l'Afghanistan e hanno ristretto le ricerche a un'area di circa 75 chilometri quadrati, nel Sud Est del Paese. Anche Gul Agha, comandante delle forze tribali anti talebane a Sud di Kandahar è convinto che lo sceicco saudita sia nella città assediata. Secondo alcune indiscrezioni il presidente George W. Bush avrebbe dato ordine di "sparare a vista" su Osama.
Fonti della Cia mettono in guardia da possibili "colpi di coda" da parte di Al Qaeda e dei Talebani. Dietro le minacce lanciate dal Mullah Omar nei giorni scorsi nell'intervista alla Bbc ci sarebbero nuovi attentati (si parla di Giovanni Paolo II come possibili obiettivo) e un'ipotesi terrificante: un "suicidio nucleare" messo in atto da Osama e dai suoi fedelissimi per non cadere nelle mani degli americani.
Continuano i bombardamenti. Colpita Shamshad, città a 8 chilometri dal confine pakistano. "Non capiamo perché gli americani bombardano questo settore dove non ci sono talebani né depositi di armi" avrebbe detto un soldato afghano. Sembra vicina ormai la resa delle ultime roccaforti Talebane. Si registrano suicidi di massa tra gli integralisti ceceni e Talebani per evitare di essere presi vivi dalle truppe dell'Alleanza del Nord. Gli esponenti più radicali degli "studenti di teologia" intanto sparano sui loro compagni pronti ad arrendersi.
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