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Passati i 195 chilometri del canale di Suez continua la navigazione della nostra ammiraglia Garibaldi e delle altre tre unità del gruppo navale italiano in rotta per il mar Arabico, al largo delle coste pachistane, dove le navi italiane si ricongiungeranno al dispositivo navale internazionale.
"La navigazione nel Canale è stata effettuata senza intoppi" ha detto all'Ansa l'addetto navale presso l'ambasciata del Cairo, capitano di vascello Sergio Luciani, che si era imbarcato sulla Garibaldi all'ingresso del Canale ed è sbarcato alla fine dell' attraversamento. "C'è stata una breve sosta, prevista per tutti i convogli che passano per Suez, a metà percorso, nella zona dei Grandi Laghi Amari, per consentire il passaggio in salita ad un gruppo di unità mercantili in transito". Aggiunge: "La destinazione del gruppo navale italiano è nota solo al comandante del gruppo".
I 1.475 uomini della Marina che compongono l'avanguardia del contingente italiano nella lotta al terrorismo internazionale sono tranquilli e lavorano serenamente.
A bordo proseguono le esercitazioni di routine. Si mette a punto ogni aspetto della missione che attende le quattro navi italiane quando, tra dodici giorni (uno più uno meno) giungeranno a destinazione.
Ma quali sono i compiti che la portaereomobili Garibaldi, la fregata Zeffiro, il pattugliatore Aviere e la rifornitrice Etna si accingono a compiere?
Niente è ormai prefissato. In realtà nessuno può sapere che cosa sarà accaduto tra 12 giorni in Afghanistan e quindi a che punto saranno le operazioni militari. Per il momento si parla di operazioni di interdizione e ricognizione aerea, supporto aerotattico, ricerca e soccorso (grazie agli Harrier a decollo verticale che si trovano a bordo del Garibaldi). Il Gruppo navale dovrebbe svolgere anche altre attività, come operazioni di controllo e di ispezione del traffico marittimo, controllo e salvaguardia delle linee di comunicazione marittime, intercettazione ed eventuale contrasto di velivoli sospetti, interdizione e contrasto navale e difesa aerea delle forze navali.
Certamente particolare sarà l'incarico affidato alla nave rifornitrice Etna, nel suo genere una delle più moderne in Europa: grazie infatti alla sofisticata attrezzatura medica a bordo (c'è addirittura una banca del sangue) potrà fornire assistenza sanitaria, garantendo intervento di vario tipo, compresi quelli chirurgici, di terapia intensiva, di diagnostica, di cardiologia, di odontoiatria.
Il comando della nostra squadra è affidato al contrammiraglio Maurizio Gemignani, mentre il comandante della Garibaldi è il capitano di vascello Salvatore Coppola
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