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Mentre in Afghanistan si continua a combattere a Kandahar, a Bonn (Germania) si è aperta la conferenza politica sul futuro del Paese. Scopo della conferenza, patrocinata dall'Onu, è la creazione di un governo provvisorio. I lavori andranno avanti fino a venerdì o sabato
Quattro i gruppi presenti. L'Alleanza del Nord partecipa con il presidente Rabbani ed altri 10 delegati, quasi tutti tagiki e uzbeki. L'Alleanza ha preso Kabul il 13 novembre e ora cerca di spendere il successo militare sul tavolo della politica. Ci sono poi i monarchici che fanno capo all'ex re Mohammad Zahir Shah, in esilio a Roma dal 1973. Anche loro sono undici. Il cosiddetto "Gruppo di Pashawar" (con soli 3 delegati) fa capo a Pir Sayed Ahmad Galiani, leade del Fronte Nazionale Islamico. Il gruppo è composto da esuli pashtun in Pakistan e gode dell'appoggio del governo di Islamabad. C'è poi il "Gruppo di Cipro", con 3 delegati. Si tratta di esuli di etnia hazara in Iran. Politicamente fanno riferemento a Gulbuddin Hekmatyar. Sono antioccidentali e sono contrari a qualsiasi ruolo di governo per l'ex re.
Mediatore del vertice è Lakhadr Brahimi, ex ministro degli Esteri dell'Algeria, designato rappresentante speciale Onu per l'Afghanistan. Le trattative dovrebbero partire da una proposta del governo tedesco di un governo provvisorio di 15 persone. Otto dell'Alleanza del Nord (premier incluso), il resto agli altri gruppi. Il ministro degli Esteri tedesco Joschka Fischer ha aperto i lavori sottolineando come l'Afghanistan abbia "una grande opportunità per vincere la pace e la riconcilizione in uno Stato unito e indipendente".
Ma sui lavori del vertice pesa una contraddizione pericolosa: l'etnia pashtun, la principale dell'Afghanistan, è quella meno rappresentata. E non sembra ci siano possibilità per un coinvolgimento futuro dei Talebani.
Antonello Sacchetti
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