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Continua la battaglia intorno di Tora Bora Nell'Afghanistan orientale, intorno al sistema di caverne e gallerie nelle quali sono nascosti gli uomini di Al Qaeda e forse anche lo stesso Osama Bin Laden. Fonti dei mujahiddin hanno riferito che per la prima volta sono stati visti militari delle forze speciali Usa, accompagnati da guide, avanzare nella valle verso i monti di Tora Bora.
Nei combattimenti - che vedono impegnati circa 3000 mujahiddin - sarebbe rimasto ucciso uno dei capi di Al Qaeda. Sembra anche che la prima linea difensiva della rete di Bin Laden sia caduta, dopo una giornata di intensi raid aerei statunitensi in appoggio all'offensiva terrestre dell'Alleanza anti-Talebani. Le condizioni atmosferiche hanno favorito i bombardamenti Usa sugli ingressi delle caverne, sui quali vengono sganciate bombe da 880 chilogrammi in grado di devastare i bunker. Ma non si sa dove sia lo sceicco. Il Pentagono sospetta che Bin Laden sia fuggito in Pakistan e da qui abbia preso poi il mare.
Secondo la rete televisiva americana Abc la Marina Usa è a caccia di 23 navi mercantili che apparterrebbero ad Al Qaeda. Al setaccio soprattutto le navi in transito nel Golfo Persico.
La resa di Kandahar A Kandahar i Talebani si sono arresi e hanno consegnato le armi alle truppe del premier designato Hamid Karzai. I mercenari di Al Qaeda hanno invece lasciato la città, non potendo contare sull'amnistia concessa ai Talebani. Nessuna traccia del mullah Mohammad Omar. L'unica notizia viene dai Talebani che sostengono che il loro capo spirituale "non è più a Kandahar e si è trasferito in una loscalità segreta".
In un'intervista alla Cnn, Karzai ha detto di aver chiesto "nei mesi scorsi al mullah Omar di rinunciare al terrorismo e di condannare le violenze legate al terrorismo in Afghanistan, negli Stati Uniti e nel resto del mondo. Lui non l'ha fatto. La notte scorsa era la sua ultima occasione per farlo prima di cedere il potere. Non l'ha fatto e deve essere considerato responsabile di associazione con il terrorismo".
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