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  Ancora choc per il video prova
Dove sta Osama
Gli Usa: a Tora Bora. Fonti afghane: no è fuggito
 
  Dossier attacco agli Usa
 

Ancora mistero sulla sorte di Osama Bin Laden. Il Pentagono ha annunciato che lo sceicco sarebbe accerchiato dalle milizie dell'Alleanza dell'Est e dall'esercito pakistano in un dedalo di caverne sulle montagne di Tora Bora. Si tratta delle vallate di Agam e di Wazir, entrambe ricche di grotte e cunicoli, al confine con il Pakistan.
Reparti dell'esercito pakistano sono posizionati nella zona che confina con la valle Wazir e sono pronti a fermare gli uomini di Al Qaeda che tentassero la fuga. La zona di Agam, orientata verso il nord, è piantonata invece dagli uomini dell'Alleanza dell'Est al comando di Hazrat Ali e di Mohamed Zaman.
Nell'area ci sono anche reparti speciali delle truppe americane. Osama avrebbe attorno a sé un piccolo manipolo di fedelissimi combattenti.

L'agenzia di stampa afghana Aip ha invece scritto che Bin Laden non sarebbe più nella zona di Tora Bora e si sarebbe spostato in una località sconosciuta. Il miliardario di origine saudita si trovava a Jalalabad al momento della caduta di Kabul il 6 novembre. Quindi si è spostato a Tora Bora dove è rimasto fino al 25-26 novembre. "Al decimo giorno del Ramadan - scrive l'agenzia citando la sua fonte - Bin Laden è scomparso da Tora Bora e non si sa dove sia andato".

Combattimenti a Tora Bora
Intorno a Tora Bora si continua a combattere. I due ultimatum lanciati lunedì e martedì dalle forze dell'opposizione sono arrivati e passati senza risultati. Alcuni leader locali hanno accusato gli Stati Uniti di aver boicottato queste iniziative perché non vogliono dare scampo ai mercenari stranieri fedelissimi a Bin Laden. Ieri infatti il Washington Post ha confermato queste voci, dicendo che ormai l'Amministrazione non è più interessata a vincere la guerra, ma piuttosto a sterminare il maggior numero possibile di nemici, che potrebbero tornare a colpire se ottenessero una via di scampo. Il segretario alla Difesa Usa Donald Rumsfeld, durante il consueto incontro con la stampa, ha smentito, dicendo che "la resa resta l'opzione preferita e meno costosa".

Gli AC-130 e i B-52 hanno continuato a martellare la zona di Tora Bora. All'alba di ieri, secondo l'Associated Press, hanno sganciato anche un'altra Daisy cutter, la nuova "superbomba", mentre un reporter ha detto di averne viste esplodere almeno altre due. L'intensità degli ultimi attacchi, e la notizia dell'arrivo di nuove forze speciali americane nella regione, sembrano confermare l'inizio dell'offensiva finale. Le discussioni sulla resa erano rimaste in piedi per un paio di giorni, ma ieri un portavoce del comandante locale Haji Zahir ha detto di aver sentito per radio i guerriglieri di Al Qaeda che rifiutavano ogni accordo: "Dicevano che vogliono il martirio. Ho provato a parlarci, ma hanno rifiutato ogni contatto".

E da tutto il mondo sono arrivate reazioni al video choc di Bin Laden nel quale si vede lo sceicco commentare insieme ad altri esponenti della "cupola" di Al Qaeda, l'esito positivo degli attentati dell'11 settembre. Se qualcuno aveva ancora dei dubbi sulla sua colpevolezza, sono definitivamente fugati.

 
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  Grandinotizie.it/ 14/dicembre/2001
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