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E' atterrato alle 10:10 (ora italiana) all'aeroporto di Bagram, vicino a Kabul, il secondo C-130 con a bordo undici militari italiani della missione internazionale di pace in Afghanistan nell'ambito dell'Isaf (International Security Assistance Force. Oltre ai militari dell'esercito, sull'aereo ci sono anche alcuni automezzi. L'aereo era decollato sabato scorso dall'aeroporto di Pratica di Mare. Prosegue dunque regolarmente il ponte aereo che, in una decina di giorni, dovrebbe completare lo schieramento a Kabul dei 350 soldati del contingente italiano. Oggi sono arrivati i primi soldati del cosiddetto "gruppo tattico" del contingente, cioè i primi militari operativi: si tratta, tra l'altro, di uomini del Cavalleggeri Guide di Salerno, paracadutisti del 'Col Moschin' di Livorno e specialisti Nbc, contro la minaccia nucleare, batteriologica e chimica.
Ieri il primo atterraggio E' riuscito ad atterrare alle 11:20 (ora italiana) del 15 gennaio all'aeroporto di Bagram, vicino a Kabul, il primo C-130 dell'Aeronautica militare italiana. Era il sesto tentativo. A bordo c'era il primo gruppo di soldati del contingente italiano. L'aereo italiano era decollato mercoledì 9 gennaio dall'aeroporto di Pisa, ed era stato protagonista di ripetuti tentativi di giungere nella capitale afghana, tutti falliti a causa del maltempo. Dopo lo scalo d'emergenza a Muscat, in Oman, ha ripetutamente tentato di atterrare a Bagram ma non è stato possibile. Stessa sorte per un secondo C-130 decollato dall'aeroporto di Pratica di Mare. Anche in questo caso l'aereo ha fatto scalo a Muscat e, poi, insieme all'altro velivolo si è trasferito a Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti per tentare l'atterraggio a Bagram sfruttando un'altra rotta.
Il 14 gennaio aveva tentato di arrivare a Kabul, ma - a causa della congestione dell'aeroporto, dovuta ai molti voli cancellati nei due giorni precedenti - non ha avuto l'autorizzazione ad atterrare dai militari inglesi che hanno il mano la gestione del traffico aereo sull'aeroporto di Bagram. Questo ha provocato polemiche, perché lo stop al nostro aereo arrivava mentre altri velivoli britannici atterravano. Il ministro della Difesa Antonio Martino aveva minimizzato: “Soltanto problemi tecnici” ha detto, ma i malumori non sono mancati.
L’arrivo del C-130 tra l’altro, porta una boccata d’ossigeno all’ambasciata italiana appena riaperta a Kabul e bisognosa di rifornimenti.
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