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In questa settimana due nuovi comunicati di Osama Bin Laden, il primo attraverso un fax ed il secondo mediante un video messaggio in cui accusa l'Italia, insieme a Francia e Gran Bretagna, di aver "conquistato" il mondo arabo. Una notizia di Le Figaro parla di un ricovero di Osama, nel luglio 2001, in un ospedale a Dubai dove, sempre secondo quanto riferisce il giornale francese, il nemico numero uno degli Usa pare abbia incontrato un uomo della Cia che, ovviamente, non conferma. Intanto, al timore di attentati a centrali nucleari, la Francia reagisce proteggendo con la contraerea l'impianto nucleare a La Hague e gli Usa impongono la chiusura dello spazio aereo soprastante le 103 centrali americane. Analoghe misure vengono chieste al governo dalla British Energy, la principale azienda elettrica britannica. Sono questi anche i giorni dell'appoggio militare dell'Italia all'operazione Libertà duratura.

Sul Messaggero del 29 "Il segretario alla Difesa americano, Donald Rumsfeld, continua a non escludere il ricorso all'arma nucleare sull'Afghanistan nella guerra contro il terrorismo. Non escludo nulla - dice in un'intervista alla Cnn - in quanto storicamente gli Stati Uniti non hanno mai escluso di ricorrere per primi all'arma nucleare. Il capo del Pentagono aveva già fatto simile dichiarazione prima dell'inizio dei raid aerei sull'Afghanistan, domenica 7 ottobre. Non finisce qui, sempre Rumsfeld dice anche che il Ramadan (il mese di digiuno dell'Islam) non è, di per sé, una ragione per sospendere i raid sull'Afghanistan. Non voglio rivelare i nostri piani, dice nella stessa intervista però, per sostenere la bontà delle sue tesi, cita casi in cui il Ramadan non ha impedito ai musulmani di combattere fra di loro e si dice certo che i Talebani e i terroristi di Al Qaeda non cesseranno, durante il Ramadan, le loro attività".

Sul Mattino del 30 ottobre si legge "Il ministro della Giustizia, Ashcroft, lancia un nuovo allarme: rischio di attentati in Usa nei prossimi sette giorni. Dalla Gran Bretagna: partono anche dall'Europa volontari per le forze di bin Laden".

Sul Manifesto del 30 ottobre, ancora antrace. "Un panico irragionevole, se da quattro settimane, da quando è arrivata la prima lettera al carbonchio, negli Stati uniti si contano - in tutto e per tutto - solo 13 infetti confermati dall'antrace e tre deceduti. Non è un'epidemia, è un virus non contagioso e curabile con gli antibiotici. Eppure il suo impatto sulla classe politica è devastante: Gli onorevoli hanno passato la settimana svolazzando come galline impazzite che nello stesso tempo mandavano in ospedale i propri collaboratori, fuggivano da Washington e volevano buttare l'atomica sull'Iraq, e su tutti gli altri dato che ci stiamo. Non esagera affatto la Village Voice: i deputati affollavano i voli nazionali; il capo della minoranza repubblicana al Senato ha chiesto di chiudere per un anno intero il Congresso; il deputato dell'Indiana Steve Buyers ha detto in conferenza stampa che, se è provato il collegamento tra antrace e bin Laden, io appoggerei l'uso di armi nucleari tattiche, e il senatore repubblicano dell'Arizona Jon Kyl aveva già proclamato alla stampa che, per rappresaglia a un attacco chimico o batteriologico, gli Usa dovrebbero usare armi nucleari:Non penso che ci sia nessun'altra risposta appropriata ad armi biologiche, e poi: Vado un passo oltre e direi a tutti gli stati terroristi che non sapremo mai esattamente da dove è venuto l'attacco e quindi li riteniamo tutti collettivamente responsabili. Sono dichiarazioni pericolose. Non sono chiacchiere buttate lì al pub dopo una birra di troppo. Sono conferenze stampa di un senatore e di un deputato del partito di George Bush. Mettiamo insieme quest'appello a mollargli la grossa< (l'arma nucleare) e l'indecente fuggi fuggi degli stessi parlamentari di fronte alla remotissima possibilità d'infezione da una batterio curabile. Il doppio segnale è chiaro, è quello della minaccia e della codardia (del bambino che dice chiamo mio fratello più grande). Più incontrollata la codardia, più pericolosa la minaccia. Qui, con i legislatori americani che sembrano inabissarsi nei baratri dell'isteria, si giunge a una viltà cosmica, anzi letteralmente atomica".

Sul Messaggero del 31 un giudizio sul terrorista numero uno: "Osama Bin Laden è un uomo molto educato che ama i succhi di frutta e, quando viveva in Sudan, sapeva essere molto gentile con la sua servitù. E' il giudizio del suo ex cuoco, Mohammad al-Feki. L'uomo ha raccontato che Bin Laden abitava in una casa di tre piani a Khartoum, dove amava offrire cibo ai suoi molti visitatori. Bin Laden aveva l'abitudine di entrare in cucina e assaggiare i cibi in preparazione, in particolare la sua pietanza preferita, il kasbeh, un piatto piccante e grasso a base di riso e carne, tipico della regione del Golfo persico".

Vittorio Zucconi su Repubblica del 31 ottobre: "Vi scrivo dal pianeta dell'antrace, dove si vive con i guanti di gomma e con la spora in testa. Welcome to Anthrax City, Washington, Stati Uniti d'America. Siamo tutti soldati, ci dice Bush; e marcio disciplinatamente tra i teschi, gli scheletri e le bare di cartone deposti dai bambini sui prati di un quartiere che sembra il solito, ma è il fronte di una guerra che sta incarnando gli incubi di una Halloween vera. Soltanto il 18% di noi ancora crede che il governo possa proteggerci, dicono i sondaggi. La potenza militare, la forza scientifica, la retorica ufficiale non riescono a fermare, e neppure a identificare, la mano di quell'untore che continua a spedirci impunemente le sue letterine spruzzate d'odio. Sui prati attorno a me, sono già sbocciate, come tutti gli anni, le ragnatele di nylon, occhieggiano le candele dentro le zucche sdentate che la leggenda vuole siano scavate dal diavolo, volano le streghe di stoffa e le mani scheletriche di plastica si tendono dalle aiuole verso i passanti, per chiedere caramelle, per un thriller che stasera i bambini giocheranno, ma che i loro genitori vivranno. Gli allarmi lanciati dall'Fbi inquietano senza illuminare. Si ha la sensazione di essere adoperati come cavie, da un governo che usa noi cittadini per avvertire i terroristi con un messaggio obliquo: spaventiamo loro per spaventare voi, per dirvi che sappiamo che state preparando qualcosa. Il Presidente, che nelle prime settimane dopo lo stupro di Manhattan aveva trovato le parole, i tempi e i toni giusti, sta perdendo l'abilità di controllare i sentimenti collettivi. Lo stesso, magnifico discorso ripetuto ogni giorno, comincia inesorabilmente a suonare vecchio e retorico, nella ripetizione. Non cederemo, non vacilleremo, non perderemo...".

Sul Messaggero del primo novembre si legge "Osama Bin Laden, l'uomo più ricercato al mondo, il nemico pubblico numero uno degli Stati Uniti, si è fatto curare in un ospedale americano a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti. Non solo, ma in quei giorni ha anche ricevuto la visita del rappresentante locale della Cia. Tutto questo è accaduto fra il 4 e il 14 luglio di quest'anno. Vero o falso? Il quotidiano francese Le Figaro, ripreso da Radio France International, ne è sicuro e a riprova della veridicità della notizia ha raccontato nell'edizione di ieri tutta la storia fin nei particolari. L'ospedale in questione smentisce vigorosamente. La Cia, inutile dirlo, tace. Che la Cia fosse stata in altri tempi in contatto con Bin Laden non è cosa nuova. Il servizio d'intelligence Usa lo prese sotto la sua protezione fin dal 1979, quando lo sceicco cominciò ad arruolare uomini per la resistenza afghana contro l'Armata Rossa. E qualche volta l'Fbi, nel corso delle indagini su Bin Laden dopo i tragici attentati alle ambasciate Usa di Nairobi e di Dar es-Salam, si è trovata con un certo imbarazzo di fronte a tracce che collegavano i terroristi con la Cia. Che poi Dubai, uno dei sette emirati della federazione, sia stato il posto giusto per ospitare Bin Laden è altra cosa nota. "I principi della famiglia regnante - racconta un testimone - si sono spesso recati in Afghanistan. Uno di loro ha addirittura preso parte per parecchi anni a battute di caccia nei terreni di Bin Laden". Per non parlare poi delle grosse quantità di denaro dello sceicco transitate nella "Dubai Islamic Bank. In tutto questo non è chiaro come Bin Laden riesca a sopravvivere e a sfuggire alle bombe americane nonostante il numero e la gravità delle malattie di cui teoricamente soffre. Stando ai si dice di fonte pakistana, lo sceicco capo del terrorismo arabo-integralista soffrirebbe, al di là del problema ai reni, di gravi malattie al midollo spinale, al fegato e al cuore. Non solo, ma soffrirebbe di depressione e della sindrome di Marfan, una malattia ereditaria che colpisce arti e circolazione. Vero o falso?"

Sulla Nazione del primo novembre "Il governatore della California Gray Davis ha lanciato oggi un'allerta su quattro dei lunghi ponti dello stato che sarebbero nel mirino dei terroristi. Siamo pronti ha affermato Davis, chiarendo di voler così lanciare un messaggio ai terroristi. Ai cittadini Davis ha lasciato l'ultima parola, la scelta cioè di decidere se usare o meno questi ponti nel periodo in questione. Per il resto il miglior modo d'esser pronti - ha continuato Davis - è quello di far sapere ai terroristi che conosciamo i loro piani".

Su Repubblica del 2 novembre si legge di un nuovo fax inviato da Osama Bin Laden alla televisione Al Jazeera "Il messaggio di Bin Laden è dirompente. Questa volta l'artefice della globalizzazione del terrorismo di matrice islamica ha puntato in alto, ha condannato di apostasia il presidente pachistano Pervez Musharraf perché si è schierato sotto la bandiera della croce e tutti i pachistani che riconoscono il suo potere perché coloro che prendono gli infedeli come capi sono considerati loro stessi degli infedeli. Da questo momento, secondo l'interpretazione giustizialista e sanguinaria dell'islam di Bin Laden, Musharraf e i pachistani a lui fedeli meritano la morte in quanto nemici dell'islam. Il fax, scritto di proprio pugno in arabo, è una vera e propria dichiarazione di guerra al regime pachistano con un esplicito invito ai civili e militari, che la pace e la misericordia di Dio sia con loro a rivoltarsi contro Musharraf: Il mondo si è diviso tra coloro che stanno sotto la bandiera della croce, come ha detto il capo dei miscredenti (chiaro il riferimento al presidente americano Bush), e coloro che stanno sotto la bandiera dell'islam. Il governo pachistano si è schierato sotto la bandiera della croce".

Sul Corriere della Sera del 2 ancora sul counicato di Bin Laden. "Il messaggio politico, in arabo, è nascosto dietro una raffica di citazioni del Corano e di Maometto. L'obbiettivo è il presidente pachistano, Musharraf. Osama solleva la spada: Adepti dell'Islam, questo è il vostro giorno: rendete vittorioso l'Islam. Questo appello è molto pericoloso commenta il palestinese Yasser Arafat. Spero - dice il premier inglese Tony Blair - che la gente capisca come il desiderio di Bin Laden sia quello di creare stati sul modello talebano, in tutto il mondo arabo e islamico".

Sul Messaggero di sabato, allarme attacco nucleare lanciato dal direttore generale dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica, l'egiziano Muhammed El Baradei: "I tragici attacchi contro gli Stati Uniti hanno suonato la sveglia per tutti noi, ha affermato. L'Aiea sciorina una serie di possibili minacce che gelano il sangue, tra le più angoscianti, i possibili sabotaggi di installazioni nucleari, centrali atomiche in testa. Torna lo spettro di dirottamenti kamikaze. Le centrali - spiega il portavoce Aiea David Kyd - sono progettate per resistere a terremoti o a sostener l'impatto di un jet militare precipitato per sbaglio. Ma un Boeing 747 carico di cherosene pesa dieci volte tante".

Su Repubblica del 3, rischio terroristico. "Tutta l'America tra il Pacifico e le Montagne Rocciose è in stato d'allerta rosso. Il massimo livello. Ma è un allarme giustificato da reali e consistenti indizi? La polemica è scoppiata quasi subito, appena dopo l'inquietante apparizione televisiva di Gray Davies, governatore della California che giovedì ha avvertito la popolazione dei rischi attentati, seminando il panico. Esiste infatti un rapporto dell'Fbi, rilasciato lunedì scorso, in cui però si raffigura in maniera generalizzata il rischio di sei attentati nelle ore di punta del traffico, senza però specificarne le fonti, definite credibili. Questo rapporto è arrivato sul tavolo del presidente Bush e dalla Casa Bianca diffuso in tutti i cinquanta Stati dell'unione. Routine stabilita dall'ufficio di Tom Ridge, l'onnipotente direttore dell'Homeland Security, l'ente che coordina le attività antiterroristiche all'interno degli Stati Uniti. Ridge ha dichiarato alla Cnn che l'emergenza negli Stati Uniti non ha una scadenza, sarà indefinita, nel senso che durerà fino a quando non verrà dissolta l'organizzazione di Bin Laden. Dopodiché, ha spiegato Ridge, dovremo imparare a convivere con un diverso tipo di sicurezza, aggiornato al salto di qualità dimostrato dai gruppi eversivi che hanno attaccato l'America e progettano di farlo ancora". E sulle dichiarazioni del governatore della California "Charles Mandino, portavoce dello stesso Fbi, si espone a tal punto da dire che quelle tirate in ballo dal governatore Davies sono informazioni di terza mano, anzi, personalmente, sulla base della fonte da cui provengono e della natura stessa delle minacce che sono state ricevute, non vedo alcun rischio significativo. Un siluro bello e buono. Per conto di chi? E' presto detto. Secondo confidenze raccolte da Repubblica, l'allarme ponti è stato lanciato dalle dogane americane, e non dalla Cia né dall'Fbi".

Su Avvenire del 3 novembre "Sul fronte economico i dati dell'occupazione hanno fatto segnare il record negativo degli ultimi 20 anni: persi a ottobre 415mila posti, la percentuale dei senza lavoro è salita al 5,4".

Su Repubblica di domenica, in Afghanistan la prima vittima dell'inverno: "L'elicottero delle forze speciali americane caduto in territorio ostile a causa del cattivo tempo dimostra come le parole di ottimismo del Pentagono - l'inverno non ci fermerà - dovranno trovare nelle prossime settimane una verifica sul terreno. L'incidente non ha avuto particolari conseguenze - solo quattro feriti e il riuscito salvataggio dell'equipaggio da parte di un altro elicottero è un risultato per i comandanti Usa più che accettabile - ma ha fatto squillare un campanello d'allarme".

Sul Corriere della Sera di domenica, un nuovo comunicato televisivo di Osama Bin Laden che "bolla come criminale il segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan. Denuncia tutte le colpe delle Nazioni Unite. Accusa di tradimento tutti i governanti musulmani che collaborano con l'America. Riserva, a sorpresa, una stoccata al nostro Paese. Gli italiani, insieme a francesi e britannici, si sono spartiti il mondo arabo dopo la Prima guerra mondiale e da allora ci perseguitano. Un riferimento che inquieta. E che potrebbe venir interpretato dai suoi seguaci come un invito a colpire. Un appello di fuoco, definito dalla Casa Bianca, un atto disperato che dimostra come (Osama) sia tagliato fuori dal resto del mondo".

Sul Resto del carlino del 4 la notizia di un prossimo contingente italiano al fianco degli Usa. "Il ministero della Difesa ha stamani ufficializzato che le forze militari italiane sono parte integrante dell'operazione Enduring Freedom. Tutto questo dopo che a Palazzo Chigi è arrivata ieri via fax, dall'ambasciata americana, l'accettazione degli Usa del contributo militare italiano. I tempi e le modalità di impiego - spiegano alla Difesa - saranno di volta in volta concordati a livello militare: e a questo riguardo avrà un ruolo centrale, per i compiti affidati alle nostre forze armate, il team di collegamento italiano già da giorni presenti al quartier generale Usa di Tampa, da dove vengono dirette tutte le operazioni in Afghanistan".

Cinzia Bianchino/grandinotizie.it/4 novembre 2001


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