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Discorso di George
W. Bush al Congresso su Libertà duratura e lotta all'Asse
del Male, con riferimento a Iran,
Iraq
e Nord-Corea,
gli Stati canaglia. Viaggio del presidente americano in Asia e intervista,
da parte dei giovani, al segretario di Stato Colin
Powell, attraverso il canale di Mtv. E, ancora mistero sulla sorte
del giornalista rapito in Pakistan. Questi gli argomenti trattati dalla Stampa
nazionale sul tema Usa.
Sul Messaggero di lunedì, l'esercitazione militare Stati Uniti-Kenya nei
pressi della costa africana, a poco più di cento chilometri dalla Somalia. E,
proprio sulla Somalia, si legge "Questo paese è ormai da tempo sotto il mirino
per i consistenti sospetti di appoggio fornito alla rete terroristica di Osama
Bin Laden. Gli americani impegnati nell'attività chiamata Edged
Mallet (mazza affilata) sono circa 4.000 e 250 i keniani. L'esercitazione
prevede anche interessanti misure di cooperazione con i civili (costruzione e
riparazione di opere pubbliche). L'evento esprime palesemente una misura di forte
pressione sui capi somali e soprattutto di conferma delle ferme intenzioni americane
di reprimere il fenomeno. Se ciò è naturale corollario dell'operazione Enduring
Freedom, di ben più elevata traiettoria è la grande strategia enunciata
da Bush nel tradizionale discorso sullo Stato dell'Unione che il presidente
rivolge al Congresso. I commentatori hanno tutti sottolineato il valore politico
ed emblematico della dichiarazione contro l'Asse del male, espressione
certamente enfatica per definire i tre paesi-canaglia in grado di dotarsi di armi
di distruzione di massa (Iran, Iraq e Nord-Corea)."
Su Repubblica di mercoledì, Vittorio Zucconi scrive "L'Fbi stende
il lenzuolo del suo ennesimo, ma certamente non ultimo, terror alert, allarme
terrore. Nella zona grigia che ormai sta avvolgendo il semplice mondo di buoni
e cattivi disegnato dalla dottrina Bush, tornano a muoversi le ombre angoscianti
agitate periodicamente dal governo per tenere alta la mobilitazione psicologica
della nazione e per proteggere se stesso dalle accuse di dormire. In queste ore,
forse oggi, forse domani, i terroristi attaccheranno obiettivi e interessi
americani, negli Stati Uniti o in Yemen, dove, quando, come, l'Fbi e il ministro
della giustizia Ashcroft non dicono".
Su Avvenire di venerdì, le sorti del giornalista americano del Wall
Street Journal, Daniel Pearl, rapito in Pakistan. "Il sospetto numero uno
del rapimento, arrestato dalla polizia pachistana, ha detto ieri in un tribunale
di Karachi che Pearl sarebbe stato ucciso. Per quanto ne so io - ha detto
Ahmed Omar Saeed Sheikh - è morto. Lo stesso Omar Sheikh, un estremista
islamico di nazionalità britannica, subito dopo il suo arresto pochi giorni fa
aveva invece assicurato alla polizia pachistana che il reporter americano era
vivo e si trovava ancora a Karachi, dove era stato sequestrato il 23 gennaio mentre
cercava di intervistare il leader di un gruppo estremista islamico legato ad al-Qaeda.
A questo punto gli inquirenti hanno detto di non considerare credibile alcuna
dichiarazione dell'imputato. Omar Sheikh ieri ha però ammesso di essere responsabile
del sequestro che, ha detto, ha condotto di sua volontà e con buone ragioni perché
il Pakistan non deve servire gli interessi americani. Omar Sheikh, che già
nel 1994 aveva rapito quattro turisti occidentali in India, ha anche detto di
essersi consegnato volontariamente alla polizia per non mettere in pericolo la
sua famiglia. L'uomo non ha mostrato alcuna compassione per Pearl o per sua moglie
Mariane, incinta di sei mesi del loro primo figlio, che ieri ha lanciato un altro
straziante appello ai rapitori. Come sapete, Danny è un uomo innocente
- ha scritto in una lettera - che si è presentato a voi come ospite e con mente
aperta con il solo scopo di raccontare il vostro punto di vista a un'audience
mondiale. Danny e io abbiamo appreso due giorni prima della sua scomparsa che
avremmo messo al mondo un maschietto. Quel bambino è un'anima viva che sta respirando
la mia ansia e la mia preoccupazione".
Sulla Stampa di sabato, insieme alla lotta al terrorismo, anche la stabilità
economica. Questi gli obiettivi del viaggio del presidente americano in Asia,
Il viaggio durerà sei giorni e avrà tre tappe: Giappone, Corea del Sud e Cina.
"A Tokyo e Seul Bush affronterà la seconda fase della guerra al terrorismo e in
particolare il pericolo portato dalla corsa alle armi di distruzione di massa
da parte della Corea del Nord annuncia il consigliere per la sicurezza nazionale,
Condoleezza Rice. I missili a lungo raggio nordcoreani minacciano i Paesi
vicini e vengono venduti troppe senza esistazioni in Medio Oriente. La Corea
del Nord è regime repressivo ed è divenuto un vero e proprio bazaar di missili
sottolinea la Rice. Per ribadire l'impegno americano per la stabilità della Penisola
coreana Bush incontrerà un contingente delle truppe Usa dispiegati da mezzo secolo
lungo il 38° parallelo. Il Segretario di Stato, Colin Powell, esclude tuttavia
un imminente attacco contro Pyongyang. Il nostro obiettivo è di far rispettare
ai nordcoreani il diritto internazionale - precisa la Rice - favorendo
quindi anche la politica di dialogo della Corea del Sud. La prima tappa di
Bush, domenica, sarà a Tokyo, e l'ultima, giovedì, a Pechino, dove arriverà nel
30° anniversario dello storico viaggio con cui il presidente Richard Nixon
inaugurò rapporti diretti. Con i cinesi membri permanenti del Consiglio di Sicurezza
delle Nazioni Unite, George Bush parlerà anche di Iraq, alla luce delle trattative
in corso per arrivare ad nuova risoluzione sulle sanzioni".
Sul Corriere della sera di sabato, Colin Powell risponde agli interrogativi
dei giovani, attraverso il canale Mtv "Edith, 18 anni, norvegese, chiede che effetto
fa guidare la politica estera di un Paese dipinto come il Grande Satana.
Powell non capisce: Come cosa?. Edith ripete: Satana. E lui: Vedo
l'America come un Grande Protettore. Richiamo alla storia: Abbiamo sconfitto
il fascismo. Il comunismo. Siamo andati in Vietnam. E con l'unico interesse di
salvaguardare i diritti dei popoli. Quanto al tornaconto: Abbiamo mai preteso
della terra in cambio? L'unica terra che abbiamo chiesto è quella per seppellire
i nostri morti".
Cinzia Bianchino/Grandinotizie.it/17 febbraio 2002
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