| |
L’11 giugno 2001, ha assunto l’incarico di ministro della Sanità del secondo governo Berlusconi. Ematologo, primario del Policlinico di Milano, assessore ai servizi sociali del Comune milanese, Girolamo Sirchia ha dedicato la sua vita alla medicina e alla ricerca.
E’ considerato il padre dell’immunoematologia applicata ai trapianti e ha partecipato attivamente alla Commissione di studio sulle cellule staminali nominata da Umberto Veronesi (ministro della Sanità del governo Amato, fino al 13 maggio 2001).
Laureato nel 1958, già dal ‘56 lavora al Policlinico di Milano. Si specializza in Medicina interna nel 1963 e nel ’69 in immunoematologia. Assume la cattedra universitaria di Semiotica medica. I suoi studi lo rendono famoso e, nel 1973, viene nominato primario del Centro trasfusionale di immunologia dei trapianti. All’interno dello stesso Centro, l’anno precedente, Sirchia aveva fondato il Nord Italia Transplant (NITp), il primo organismo italiano per il trapianto che opera in Lombardia, Liguria e nelle tre Venezie.
Dal 1981 all’84 è membro della Commissione nazionale per la revisione della farmacopea, dall’83 della Commissione nazionale del sangue.
Nel 1985 entra nella Commissione Aids del Comune di Milano e poi in quella nazionale. Intanto, porta avanti la sua battaglia per una legge sui trapianti d’organo, criticando le "pastoie burocratiche", definite "il vero problema dei trapianti". Pubblica più di 600 scritti, tra studi, articoli e interviste, su riviste nazionali e internazionali e, oggi, la legge italiana sui trapianti è considerata, in parte, una sua vittoria.
Nel 1993 fonda la "Milano cord Blood Bank", la banca del sangue placentare, e nell’aprile del 2000 la Cell Factory, la fabbrica per la riproduzione delle cellule staminali contenute nel sangue placentare, come alternativa all’uso degli embrioni nel campo della medicina genetica.
Quando, nel 2000, il Policlinico di Milano lo invita ad andare in pensione, lui rivendica a gran voce il suo diritto di continuare a lavorare almeno per altri tre anni, e un’ordinanza del giudice del lavoro gli dà ragione.
Di lui il sindaco di Milano, Gabriele Albertini, ha detto: "Un professionista di altissimo valore, apprezzato a livello internazionale…, uno dei più grandi medici che onorano la medicina italiana…, la sua esperienza ha un valore mondiale".
|