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Diplomato al liceo scientifico, Umberto Bossi inizia il suo impegno politico alla fine degli anni Settanta, grazie all'incontro con il leader dell'Union Valdotaine, Bruno Salvadori. Nel 1983 fonda la Lega Lombarda di cui diviene il segretario. Secessione e federalismo sono gli obiettivi del neopartito che rappresenta una novità dirompente nel panorama politico nazionale. Bossi si scaglia contro la partitocrazia e lo Stato centralista, indicando come soluzione l’autonomia legislativa, ma soprattutto finanziaria da “Roma ladrona”. Nel 1989 il movimento si unisce con le leghe delle altre regioni del Nord e nasce la Lega Nord, di cui Bossi è nominato segretario federale, carica che ricopre tuttora. Parla di Nord separato dall’Italia, di una nazione Padana contrapposta a un centro-sud dominato dal malaffare romano.
Il fenomeno Lega viene inizialmente sottovalutato, invece, il partito di Bossi riesce a conquistare le simpatie della classe imprenditoriale del Nord-Italia anche facendo presa su temi come la criminalità e il controllo degli immigrazione.
Nel 1987 viene eletto per la prima volta senatore; diventa, invece, deputato alle elezioni del 1992, quando approfittando anche delle ripercussioni politiche dell’inchiesta giudiziaria “Tangentopoli” la Lega ottiene l’8,6. Conquistata Milano con il “moderato” Marco Formentini – che poi abbandonerà la Lega per i Democratici di Prodi - e sopite le velleità secessioniste, nel ’94 stringe un’alleanza con Forza Italia e con An, dando vita al Polo delle Libertà e del Buongoverno, che vince le elezioni. Ma nel dicembre dello stesso anno Bossi ritira i suoi deputati dalla maggioranza e il governo Berlusconi cade (è il cosiddetto “ribaltone”). Appoggia il governo Dini che porterà il Paese alle elezioni del 21 aprile 1996.
Il 13 settembre 1996 il leader della Lega rilancia il tema della secessione: con una cerimonia svoltasi alle sorgenti del Po dichiara l’indipendenza della Padania. Alle amministrative del 2000 Bossi si allea nuovamente con il centro-destra con la promessa di rinunciare definitivamente al secessionismo, mentre rimane ferma la richiesta di spostare alle regioni competenze legislative e finanziarie. Un accordo propedeutico alle politiche del 2001 dove la Lega si presenta con la Casa delle libertà, la coalizione (composta anche da Forza Italia, An, Ccd e Cdu) che vince l’elezioni. Bossi ottiene l’incarico di Ministro per le Riforme e la Devolution.
Enzo Biagi di lui ha detto: “E’ un Masaniello, versione allo zafferano”.
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